Vico Equense - Mentre il dibattito globale sulla transizione ecologica si consuma spesso tra convegni e promesse future, a Vico Equense c’è chi ha scelto di dare una resposta immediata, tangibile e silenziosa. In occasione della campagna nazionale “Puliamo il mondo”, una straordinaria sinergia di volontari ha dimostrato che la tutela dell'ambiente non si fa con i proclami, ma armandosi di sacchi, guanti e bombole d'ossigeno. L’iniziativa, che ha visto la partecipazione attiva e appassionata dei volontari al fianco della Lega Navale Italiana di Vico Equense, ha acceso i riflettori su una delle piaghe più invisibili e distruttive dei nostri ecosistemi marini: la presenza delle reti fantasma. Le reti da pesca abbandonate o perse sui fondali rappresentano un killer silenzioso. Continuano a pescare per decenni, intrappolando pesci, crostacei e tartarughe, soffocando la biodiversità e frantumandosi lentamente in microplastiche che rientrano nella catena alimentare. Per contrastare questa minaccia, la campagna si è articolata in una vera e propria operazione di bonifica subacquea, dove esperti subacquei si sono immersi per individuare e rimuovere le reti abbandonate e i rifiuti presenti sui fondali, restituendo luce e respiro all'habitat marino.
L'intervento non si è limitato alle profondità del Golfo, ma ha stretto in un unico abbraccio di cura anche la terraferma. L'eccezionale forza collettiva dei partecipanti ha permesso infatti di ripulire interamente dai rifiuti accumulati sia la spiaggia di Seiano sia la panoramica Via Pezzolo, restituendo decoro e dignità a uno degli accessi più suggestivi al mare del territorio equano. La conclusione di questa edizione di "Puliamo il mondo" a Vico Equense lascia sul campo molto più di qualche sacco di plastica in meno. Lascia un messaggio politico e sociale potente: l'ambientalismo del fare. Sono questi i gesti che contano davvero, fatti non dell'attesa di soluzioni calate dall'alto, ma della scelta consapevole di scendere in campo in prima persona. Soltanto uniti, coordinando le forze associative e la cittadinanza attiva, possiamo sperare di restituire al nostro mare la libertà e la bellezza che merita. Custodire questo patrimonio è un dovere quotidiano, e Vico Equense ha mostrato a tutti la rotta da seguire.

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