Napoli - Integrare la tutela sul lavoro con le specificità biologiche e sociali, portando nella prevenzione quotidiana lo stesso approccio personalizzato introdotto dalla medicina di genere. È questo il cuore del convegno “La Sicurezza di Genere. Dalla medicina di Genere alla Sicurezza di Genere”, che si è aperto questa mattina a Napoli presso la Sala Conferenze dell’Acen (Associazione Costruttori Edili Napoli) in via Riviera di Chiaia. L’evento, organizzato dall’Associazione Italiana per la Prevenzione e Protezione (A.I.P.&P.) in stretta collaborazione con la Direzione regionale Campania dell’Inail e con la stessa Acen, gode del patrimonio del Comune di Napoli. L'incontro ha riunito una fitta rete di istituzioni, ordini professionali ed esperti del settore medico e tecnico-aziendale per trasformare la tutela delle lavoratrici da concetto astratto a pilastro operativo. I lavori della mattinata sono stati inaugurati dall'introduzione dell'ingegnere Ludovico Russo, Presidente A.I.P.&P., e dai saluti di Antonio Savarese, Presidente ACEN (foto), con la conduzione della vicepresidente A.I.P.&P. Ludovica Genna. Il dibattito ha visto la partecipazione dei massimi vertici delle autorità competenti e delle sigle produttive del territorio. Tra i relatori principali figurano Angelo Andretta, Direttore regionale vicario INAIL Campania, Vittorio Genna, Presidente dell'Unione Industriali di Napoli, Giovanni De Paolis, Direttore interregionale Sud dell'Ispettorato del Lavoro, e Loredana Raia, Presidente della V Commissione Sanità e Sicurezza sociale della Regione Campania. All'incontro hanno preso parte anche i rappresentanti degli Ordini professionali dei Medici e degli Avvocati di Napoli, di Federmanager, con il past president Luigi Bianco, e di importanti realtà associative come l'ANIAI e l'AIAS.
Il programma del convegno è stato strutturato in due macro-sessioni pomeridiane per sviscerare il tema sotto ogni profilo. La prima sessione, di stampo medico-sanitaria, si è focalizzata sulla formazione specifica, sulla prevenzione oncologica nei contesti lavorativi, sulla sicurezza psicologica e sulle delicate dinamiche di conciliazione tra vita privata e professionale. La seconda sessione, di natura tecnico-aziendale, si è concentrata invece sulla revisione dei modelli di valutazione dei rischi, sulla conformità agli obblighi datoriali e sui vantaggi strategici della certificazione della parità di genere secondo la prassi UNI/PdR 125:2022. Nel corso della giornata è stato inoltre presentato il "Premio Scuola", un'iniziativa volta a diffondere la cultura della prevenzione e dell'inclusione fin dalle giovani generazioni. Il confronto odierno riafferma la necessità impellente di scardinare il modello "neutro" della sicurezza sul lavoro, storicamente tarato su parametri esclusivamente maschili. Riconoscere i rischi specifici legati al genere non è solo un obbligo normativo ed etico, ma rappresenta un passo decisivo per l'evoluzione e la sostenibilità dell'intero sistema produttivo campano.

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