lunedì 21 settembre 2026

Il dovere del rigore e il vuoto della politica: Vico Equense ritrovi la sua voce istituzionale

Vico Equense - È questo il principio cardine da cui dovrebbe partire ogni seria riflessione sul "caso Vico Equense". Non si possono semplicemente raccogliere le segnalazioni dei cittadini e gettarle in pasto alla stampa o ai social network senza prima aver svolto i dovuti e approfonditi accertamenti. Trasformare il malcontento o il dubbio in una sentenza mediatica immediata è un'operazione rischiosa, che rischia di calunniare chi lavora nel rispetto delle regole e di distorcere la realtà burocratica e amministrativa, spesso molto più complessa di uno slogan o di un video di pochi minuti. Proprio per questo, molte delle denunce e delle accuse lanciate dall'onorevole Francesco Emilio Borrelli andrebbero verificate con estrema attenzione e rigore istituzionale. Il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra è un personaggio fortemente mediatico: il suo stile comunicativo, fatto di dirette social, toni accesi e fortissimo risalto giornalistico, trasforma ogni sua ispezione in un evento pubblico. Ma la spettacolarizzazione non sempre coincide con la verità dei fatti. Eppure, a Vico Equense si continua a porre una domanda di fondo che agita i pensieri di molti residenti: perché deve sempre arrivare qualcuno da fuori per accendere i riflettori sul territorio, costringendo la politica locale a rincorrere la narrazione altrui? La riflessione investe l'intero spettro politico cittadino. Da destra a sinistra, senza distinzioni di bandiera, le forze del territorio sembrano scivolate in un preoccupante stato di torpore.


I fatti recenti sembrerebbero parlare chiaro: è dovuto intervenire un parlamentare estraneo alle dinamiche del consiglio comunale per sollevare questioni che i residenti vivono quotidianamente. Il punto centrale, però, non è Borrelli. Il punto è l'assenza della politica locale nella gestione della verità sul territorio. Se le denunce esterne contengono inesattezze, approssimazioni o rischiano di generare ingiustificati allarmismi mediatici, perché la politica locale non interviene tempestivamente a fare chiarezza con dati, carte e documenti alla mano? Il silenzio delle istituzioni cittadine non fa che alimentare il dubbio. Se l'opposizione e la maggioranza restano inerti, lasciano campo libero a una narrazione unilaterale, rinunciando al proprio dovere di tutelare l'immagine e la verità sul proprio territorio. Dov'era la maggioranza mentre si accumulavano i dubbi e le segnalazioni sulla costa o sul demanio pubblico? E dov'era l'opposizione, il cui compito primario dovrebbe essere proprio quello di vigilare in modo serio, denunciare carte alla mano e proporre soluzioni concrete, anziché restare a guardare o lasciare che sia un esterno a dettare l'agenda politica ed emotiva locale? Quando un parlamentare deve presentarsi sulle spiagge equensi per fare show mediatico o per sollevare polveroni – legittimi o meno che siano – significa che la cinghia di trasmissione tra i bisogni della popolazione e chi siede nel palazzo di città si è spezzata. Le risposte possibili a questo cortocircuito tracciano un quadro sconfortante: o la classe politica locale soffre di una cronica incapacità amministrativa, restando schiacciata dalla forza d'urto della comunicazione esterna; oppure preferisce un comodo silenzio per non turbare consolidati equilibri di consenso e di interessi locali. I cittadini di Vico Equense non meritano di essere considerati "ospiti" a casa propria, né devono rassegnarsi all'idea che per vedere analizzato un problema serva necessariamente il clamore di un blitz esterno. È tempo che i partiti locali, tutti, aprano un serio e profondo esame di coscienza. Amministrare un territorio straordinario e fragile come Vico Equense significa innanzitutto difenderlo, fare chiarezza basandosi sui fatti e non sulle piazze virtuali, e rivendicare la dignità di una politica locale che non si fa commissariare da chi viene da fuori. E se la politica nostrana non è più capace di esercitare questo ruolo di controllo e di verità, dovrebbe trarne le dovute conclusioni.

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