mercoledì 23 settembre 2026

Costiera, tre inchieste sui roghi «Possibile una regia comune»

Incendio boschivo, procedimenti aperti a carico di ignoti dalla Procura di Salerno In cenere ettari di macchia mediterranea tra Amalfi, Conca, Positano, Agerola e Vico Equense

IL CASO  

di Mario Amodio - Il Mattino

Tre procedimenti penali contro ignoti per il reato di incendio boschivo. Sono stati aperti dalla Procura della Repubblica di Salerno, che non esclude una regia comune per gli episodi che tra il 13 e il 16 settembre scorsi hanno colpito il territorio compreso tra la Costiera Amalfitana e il versante dei Monti Lattari. Insomma potrebbe esserci stato un vero e proprio piano alla base dei roghi che hanno messo a ferro e fuoco la Divina. A cominciare proprio da quello verificatosi nella notte tra il 12 e il 13 settembre a Laurito, alle porte di Positano. E già in quell'occasione si è parlato senza esitazione di dolo.

I SOSPETTI 

A denunciare i timori di un «disegno criminale» è stata per prima, la scorsa settimana, la sindaca di Positano, Gabriella Guida, che senza mezzi termini ha puntato l'indice contro una presunta «strategia criminale» proprio mentre si lottava contro il secondo vasto incendio che da Tordigliano, in territorio di Vico Equense, si spingeva fin sopra l'abitato della sua città. «Questo è stato un vero e proprio disegno criminale contro la Costiera intera - ha ripetuto la sindaca in un video diffuso sui social - Perché Positano non ha bruciato da sola: nello stesso momento bruciavano Vico Equense Amalfi, Conca dei Marini, Agerola».

 

La conferma che quegli incendi sono stati di natura dolosa è giunta qualche giorno fa anche dall'assessora regionale Fiorella Zabatta secondo cui sarebbero stati rinvenuti anche alcuni inneschi che avrebbero dato vita ai roghi che hanno devastato un'intera area di verde. 

I DANNI 

E l'enorme macchia nera che compare tra quella porzione di rocce comprese tra Amalfi, Conca dei Marini e Agerola è una ferita che fa paura soprattutto perché acuisce i rischi derivanti dal dissesto idrogeologico. Una ferita che difficilmente rimarginerà in fretta e che da una settimana si sostituisce al verde di lecci, pinete e fondi agricoli. A documentare il danno ambientale causato dagli incendi che tra martedì e mercoledì scorsi hanno colpito quei territori sono stati i satelliti che hanno rilasciato immagini preoccupanti. A pubblicare un fotogramma dello stato di quella montagna presa di mira da gente senza scrupoli è stato il Comune di Agerola attraverso i propri profili social. «Dal satellite è drammaticamente evidente la ferita inferta dall'incendio devastante della settimana scorsa: ettari di macchia mediterranea ridotti in cenere - dicono da Agerola - Un patrimonio naturale devastato, una parte di quella straordinaria bellezza che appartiene non solo ad Agerola, ma a un territorio riconosciuto dall'Unesco». E per far luce sulla devastazione di una parte di territorio bella e fragile al tempo sono state effettuate una serie di verifiche finora condotte con il supporto della Task Force del Nucleo Informativo Antincendio Boschivo dei Carabinieri Forestali, specializzata nell'accertamento delle cause degli incendi e nell'individuazione dei responsabili. Gli investigatori stanno lavorando, infatti, per identificare gli autori dei diversi episodi e non escludono, sulla base dei primi accertamenti, che dietro i roghi di Amalfi, Agerola, Positano e Vico Equense possa esserci una regia comune. 

LE INDAGINI 

Comunque sia, a seguito delle segnalazioni del comando stazione dei Carabinieri Forestali di Tramonti, la Procura competente ha aperto tre distinti procedimenti penali, al momento a carico di ignoti, per il reato di incendio boschivo previsto dall'articolo 423-bis del codice penale. Il primo filone di indagine riguarda il vasto incendio scoppiato nella notte del 13 settembre in località Vettica, di Amalfi da cui le lingue di fuoco, alimentate dal vento e dalle condizioni meteorologiche favorevoli alla propagazione delle fiamme, si sono estese verso Tovere di Amalfi e San Lazzaro di Agerola, raggiungendo anche la località Grado, nel territorio di Conca dei Marini. Un vasto incendio che quella notte ha tenuto in allerta macchina dei soccorsi e residenti proprio a causa dell'estrema vicinanza delle fiamme ad alcune abitazioni ed ai fondi agricoli alcuni dei quali inghiottiti dal fuoco. Al quadro emergenziale si è aggiunto un ulteriore vasto incendio sviluppatosi sempre la sera del 13 settembre in località Acquata, nel comune di Vico Equense. Anche in questo caso il forte vento e la perdurante siccità hanno favorito l'avanzata delle fiamme, che hanno raggiunto la località Tordigliano, estendendosi tra il 14 e il 15 settembre anche alla località Capo d'Acqua ricadente nel territorio di Positano che appena due giorni prima aveva registrato un altro importante incendio appiccato nei pressi della Strada Statale 163 Amalfitana, all'altezza della località Laurito. Qui, nella zona di San Pietro, il rogo, su cui è stato avviato un terzo filone di indagine, si propagò rapidamente verso la frazione di Nocelle devastando circa quattro ettari di macchia mediterranea. Intanto ieri pomeriggio a Maiori, in località Castello, sono ricomparse altre fiamme che hanno rischiato di estendersi a causa delle forti folate di vento. Sul posto Vigili del Fuoco e volontari del nucleo comunale di protezione civile.

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