Vico Equense - Novanta giorni di silenzio. Novanta giorni in cui il diritto alla salute e la dignità di una persona anziana, malata e non autosufficiente sono rimasti intrappolati nelle secche della burocrazia sanitaria. È la denuncia densa di dolore e indignazione di un cittadino di Vico Equense, che ha deciso di rendere pubblico il proprio dramma per accendere i riflettori su una situazione insostenibile che colpisce molte famiglie del territorio. Al centro della segnalazione c'è l’efficienza delle cure domiciliari e delle visite specialistiche da parte dell’ASL Napoli 3 Sud. «Sono trascorsi ormai tre mesi da quando abbiamo inoltrato la richiesta ufficiale per una visita geriatrica domiciliare», racconta l'uomo. «Un tempo infinito per un malato fragile, un periodo in cui le condizioni di salute possono precipitare da un momento all'altro e in cui le famiglie vengono lasciate completamente sole a farsi carico di un peso assistenziale insostenibile». L'autore della denuncia tiene a precisare con fermezza la natura del suo appello: «La mia non vuole assolutamente essere una critica o un attacco politico nei confronti del Sindaco», chiarisce il cittadino. «Al contrario, mi rivolgo a lui come al nostro primo rappresentante, un alleato a cui chiediamo di dare voce a chi non ce l'ha, affinché le istituzioni locali facciano fronte comune contro i disservizi della sanità regionale». Il cittadino lancia poi un monito durissimo contro il rischio che il dolore delle famiglie venga usato per fini di parte: «Su temi delicati come la salute pubblica e la fragilità degli anziani non c'è spazio per i teatrini. Coloro che strumentalizzano la sanità con iniziative sterili e passerelle politiche vanno banditi. Qui non servono polemiche di bandiera, serve trovare soluzioni concrete per i malati».
Accanto alla denuncia, arriva anche una proposta concreta per superare le lungaggini burocratiche dell'ASL: l'istituzione di un "Pronto Soccorso Sociale" comunale. «Il Comune potrebbe farsi promotore di una rete di medici in pensione che, su base volontaria, possano effettuare visite a domicilio per i pazienti più fragili e in attesa da mesi», propone il cittadino. «Sarebbe una risposta immediata e di immenso valore umano per dare ossigeno alle famiglie ed evitare che la salute degli anziani precipiti nell'indifferenza generale». Pur consapevole che la gestione diretta delle strutture sanitarie appartiene all'azienda sanitaria, il cittadino richiama il Primo Cittadino al suo ruolo di massima autorità sanitaria sul territorio comunale: «A lui spetta il compito di vigilare sul benessere dei suoi cittadini e di farsi garante dei loro diritti fondamentali. Gli chiedo formalmente di intervenire con la massima urgenza nei confronti dell'ASL per sbloccare questa situazione inaccettabile. Non chiediamo privilegi, ma il rispetto dei livelli essenziali di assistenza». Il caso sollevato a Vico Equense riaccende i riflettori sulle storiche carenze della medicina territoriale, dove i tempi d'attesa rischiano di trasformare la sanità pubblica in un servizio accessibile solo a chi può permettersi visite private. L'auspicio è che questo grido d'aiuto costruttivo non rimanga inascoltato e che l'amministrazione comunale solleciti con fermezza i vertici dell'ASL per il ripristino immediato di un servizio domiciliare dignitoso.

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