Vico Equense - La fotografia del Rivo d'Arco dopo una giornata di pioggia è, da anni, la ferita aperta nel cuore di Marina d'Aequa. Fango, detriti e rifiuti che si riversano sull'arenile non sono solo un danno ambientale intollerabile, ma rappresentano il fallimento visivo di un territorio che vive di bellezza e turismo. Per questo motivo, l'approvazione del piano di fattibilità da 14 milioni di euro tramite Project Financing non è semplicemente un atto amministrativo, ma una scelta di pragmatismo non più rimandabile. Davanti all'immobilità delle casse pubbliche, l'ingresso dei capitali privati per la messa in sicurezza idrogeologica e la riqualificazione della costa non deve essere visto come una resa, bensì come un'opportunità strategica. I vantaggi per la comunità sono evidenti: i cittadini si riappropriano di un litorale sicuro e decoroso, mentre i turisti smetteranno di associare Seiano alle immagini di uno scempio ecologico alla prima pioggia autunnale. Certo, la gestione privata di aree demaniali solleva sempre legittimi interrogativi sul lungo periodo ed è dovere della politica vigilare affinché l'interesse pubblico non venga mai subordinato a quello economico. Tuttavia, la priorità assoluta oggi è cancellare la vergogna di quella foce soffocata dai detriti. Se il Project Financing sarà lo strumento capace di restituire dignità e sicurezza a Vico Equense, allora è una scommessa che il territorio ha il dovere di vincere.

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