domenica 27 settembre 2026

Galleria dello Scrajo, Buonocore sa che l'apertura permanente "non si può fare". Allora perché lo propone?

Vico Equense - Il violento nubifragio che ha paralizzato la viabilità tra l'area stabiese e la costiera, sommergendo di fango la galleria principale di Santa Maria di Pozzano, ha riaperto una ferita mai rimarginata. Con il centro urbano di Vico Equense letteralmente ostaggio delle auto, l'apertura d'urgenza del vecchio tracciato Scrajo-Seiano, la cosiddetta seconda galleria, ha evitato il collasso definitivo. L’efficacia di questa mossa ha spinto l'ex sindaco di Vico Equense, Andrea Buonocore, a lanciare una proposta netta: tenere sempre aperta la seconda galleria. Si tratta di una presa di posizione che fa discutere, soprattutto perché non arriva da un cittadino qualunque intrappolato nel traffico, ma da chi ha guidato il Comune dal 2016 al 2021. Proprio perché ha trascorso cinque anni in prima linea a gestire la mobilità della Penisola Sorrentina, trattando direttamente con la Prefettura e con i vertici di Anas, Buonocore sa perfettamente che, per le rigide regole attuali, la sua proposta è tecnicamente impossibile. Le riserve di Anas sul mantenimento in attività del vecchio ramo Scrajo-Seiano sono storiche, rigide e di natura puramente ingegneristica. Per l'ente stradale, quel tunnel è un bypass di emergenza che non rispetta i moderni standard di sicurezza europei per la circolazione quotidiana.

 

I nodi principali riguardano innanzitutto la geometria del tracciato, poiché l'innesto stradale all'interno del tunnel principale crea gravi problemi di visibilità e pericolose illusioni ottiche per i conducenti. Inoltre, lasciare aperto quel varco in pianta stabile aumenterebbe sensibilmente il rischio di incidenti o di errate manovre di canalizzazione del flusso. Infine, per i tecnici la galleria deve rimanere assolutamente sgombera per preservare la sua funzione originaria di via di fuga in caso di catastrofi nel tunnel maggiore. Se l'ex primo cittadino è consapevole dei blocchi tecnici di Anas, la spiegazione di questa insistenza va cercata nella strategia della provocazione istituzionale in chiave elettorale.

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