Napoli - Nel giorno in cui la città si stringe attorno al suo patrono, il miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro si ripete puntuale alle 10:04 nel Duomo. Ma a scuotere le mura della Cattedrale e i cuori dei migliaia di fedeli presenti non è solo l'evento prodigioso, bensì le parole potenti, cariche di dolore e di denuncia, pronunciate dall'arcivescovo metropolita, il cardinale Domenico "Mimmo" Battaglia. Una omelia densa, a tratti interrotta dalle lacrime visibili dello stesso porporato, che ha unito in un unico filo conduttore il dramma dei conflitti globali e la piaga della criminalità locale. Il momento più toccante della celebrazione si consuma quando il pensiero del cardinale si rivolge alle vittime innocenti delle guerre nel mondo. Con la voce spezzata dalla commozione, Don Mimmo lancia una preghiera accorata al Santo: «Quest'anno vorrei chiedere a San Gennaro una grazia... che l'unico sangue versato sia il tuo». Davanti all'ampolla contenente la reliquia, l'arcivescovo chiede che da Napoli parta un grido unanime capace di imporre un freno alle armi e alle logiche geopolitiche che calpestano la carne delle persone. «La pace avrà certamente bisogno della politica, della diplomazia e del diritto», ha sottolineato Battaglia, «ma prima ancora avrà bisogno di riconoscere nell'altro un uomo, e questo dovrebbe bastare». Dallo scacchiere internazionale la lente d'ingrandimento si sposta rapidamente sulle ferite del territorio partenopeo. Battaglia non usa mezzi termini e punta il dito contro i clan e la malavita organizzata: «La camorra è bestemmia. Basta sangue, fermatevi». Un monito durissimo che scuote la platea, un invito perentorio a deporre le armi e a liberarsi da quella che definisce una vera e propria gabbia culturale.
L'invocazione alla città è quella di riscattarsi e di allontanare definitivamente la mentalità camorristica che continua a mietere vittime tra le strade e a sottrarre il futuro ai giovani. Nonostante la durezza della denuncia, l'omelia si chiude con un forte messaggio di speranza e riscatto per la comunità. Immaginando il rito del prossimo anno, il cardinale Battaglia esprime il desiderio profondo di poter rispondere un domani a chi chiederà se il sangue si è sciolto, non solo riferendosi al miracolo del Santo, ma alla rinascita morale e civile di Napoli: «Sì, si è sciolto. Si è sciolto il sangue e si sono sciolti i cuori».

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