sabato 5 settembre 2026

Project financing Marina d’Aequa e Tordigliano: l’opposizione contesta il metodo

“L’Amministrazione tutela i privati, non i cittadini” Nel corso dell'incontro pubblico nella Sala delle Colonne, aperto a tutto il Consiglio Comunale, i consiglieri di minoranza hanno espresso forti perplessità sulla gestione delle concessioni demaniali, sulla mancanza di pianificazione (PAD e PUAD), sulla reale pubblica utilità e sul rischio di snaturare l'identità storica del borgo

Vico Equense - Si è tenuto il 4 settembre, presso la Sala delle Colonne del Comune di Vico Equense, l'atteso incontro pubblico sul progetto di finanza per la riqualificazione e la messa in sicurezza di Marina d’Aequa e Tordigliano. Al confronto, esteso all'intera assise cittadina, hanno preso parte il Sindaco, la Giunta, i tecnici e gli imprenditori promotori dell'opera, unitamente ai rappresentanti della minoranza consiliare. L’apertura del dibattito è stata caratterizzata dalla proiezione di un video sulla storica mareggiata del 1999, volto a dimostrare come il perno centrale dell’intervento sia la sicurezza del borgo marinaro. Sebbene i rappresentanti della minoranza abbiano preso atto della volontà di tecnici e promotori di illustrare l'utilità dell'opera, il gruppo consiliare di opposizione ha sollevato forti e motivate perplessità sul metodo, sulla sostenibilità pubblica e sulla filosofia stessa dell'intervento. 

Le critiche dell'opposizione: "Serve partecipazione dal basso, non decisioni calate dall'alto"


I consiglieri di minoranza hanno fermamente contestato la gestione della vicenda, evidenziando come un intervento così impattante sul territorio non possa prescindere dal coinvolgimento della comunità. "Un progetto di questa portata – spiegano – dovrebbe partire dal basso, attraverso un reale percorso partecipativo dei cittadini, che hanno il diritto di esprimersi sul futuro di Marina d'Aequa". Sul piano urbanistico, l'opposizione ha ribadito la necessità istituzionale di approvare prima il PAD (Piano di Utilizzazione delle Aree Demaniali) in Consiglio Comunale, per poi integrarlo nel PUAD della Regione Campania. "L’impressione – rimarcano i rappresentanti di minoranza – è che si stia tentando di costruire un 'PAD su misura', cucito a camicia sul project financing, invertendo l'ordine logico e democratico della pianificazione". A ciò si aggiunge la fragilità finanziaria e burocratica dell'operazione: esiste infatti il concreto rischio che alcune opere non ottengano il via libera da parte degli organi sovracomunali, come le Soprintendenze o l'Autorità di Bacino dell'Appennino Centro-Meridionale. Un eventuale stop costringerebbe a rimodulare l'intero progetto, innescando slittamenti temporali e il fondato timore di ricorsi al TAR, i cui contenziosi rischierebbero di congelare l'area condannando Marina d'Aequa e Tordigliano a un pericoloso stallo. 

No all'ammodernamento, sì alla salvaguardia: "Tuteliamo l'identità del borgo" 

Un altro punto di netta frattura riguarda la visione culturale e architettonica dell'opera. La minoranza si dichiara totalmente contraria all'idea di "ammodernare" un luogo dal valore inestimabile. "Un borgo così importante e ricco di storia non deve essere stravolto, ma salvaguardato. La strada da seguire è quella del restauro conservativo e della massima tutela dell'identità del luogo. L'ammodernamento non è una prospettiva che ci convince, né ci convincerà mai". 

La posizione del Sindaco e la replica sulla pubblica utilità 

Durante il dibattito, il Primo Cittadino ha difeso il project financing, sostenendo che l'assegnazione ordinaria dei lotti demaniali non porterebbe alcun beneficio economico o di pubblica utilità al Comune, a differenza della proposta dei privati che consentirebbe di riqualificare l'area e fare cassa. Una visione respinta con forza dagli esponenti dell'opposizione: "Non abbiamo alcun preconcetto verso gli imprenditori, che fanno legittimamente il proprio lavoro e tutelano i loro interessi finanziari, né tantomeno verso l'istituto del Project Financing. Chi sta venendo meno al proprio dovere è l’Amministrazione Comunale. Rimaniamo fortemente perplessi sulla reale pubblica utilità di questo intervento: consegnare per 37 anni una proprietà pubblica demaniale a dei privati è una responsabilità che va oltre ogni diritto. Il compito della politica è amministrare, gestire e difendere i beni comuni, non privatizzarli. Non c'è opera migliorativa che giustifichi tale appropriazione". La minoranza annuncia che continuerà a vigilare sul caso nelle sedi opportune, chiedendo trasparenza, partecipazione e il rispetto delle tappe del Consiglio Comunale a tutela del patrimonio pubblico vicano.


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