Vico Equense - Il tema della gestione delle aree demaniali marittime a Vico Equense torna al centro del dibattito politico cittadino, sollevando polemiche destinate a non spegnersi facilmente. Il Circolo locale del Partito Democratico ha espresso una dura e netta presa di posizione contro l’attuale amministrazione comunale, accusata di muoversi in perfetta continuità con quelle che l'hanno preceduta e di aver rinunciato a trovare un corretto equilibrio fra gli interessi pubblici e quelli dei privati concessionari. Secondo l'opposizione dem, la scelta di non tutelare i diritti della cittadinanza ha generato un quadro degli arenili descritto come desolante. Il PD locale evidenzia diverse criticità strutturali che, nel corso degli anni, avrebbero progressivamente ridotto lo spazio e la fruibilità pubblica del litorale. Tra i problemi principali viene segnalata la presenza di cancelli chiusi che sbarrano la via verso il mare, come nel caso del Pezzolo, dove gli accessi venivano interdetti già alle ore 20:00. A questo si aggiunge il fenomeno delle spiagge libere solo di facciata, ovvero aree formalmente catalogate come attrezzate che nei fatti risultano trasformate in concessioni stabili a causa del posizionamento fisso e permanente di ombrelloni e lettini. La denuncia si estende poi alla totale mancanza di controlli sul campo per verificare la condotta di concessionari e sub-concessionari, dinamica che sta portando a una progressiva e inesorabile sparizione delle quote di spiaggia destinate al libero accesso. A coronare il quadro, la nota politica cita la vicenda della passerella al Pezzolo e la contestata organizzazione di eventi e feste notturne all'interno di aree che restano invece chiuse al pubblico comune. Questa situazione, definita già esplosiva, è stata ulteriormente amplificata dall'attenzione mediatica legata alle denunce del deputato Francesco Emilio Borrelli.
Le dirette video hanno acceso i riflettori sulle spiagge locali, provocando un ingente danno d'immagine per la città. L'effetto collaterale di questa sovraesposizione è stato tuttavia l'inasprimento del clima sociale, con tensioni e contrapposizioni tali da spingere lo stesso parlamentare a invitare alla moderazione dei toni. Nella nota del PD emerge comunque la necessità di scindere le responsabilità politiche dalle singole categorie di operatori economici. Se da un lato i diritti al libero accesso al mare sono considerati inviolabili, dall'altro viene espressa solidarietà a quegli imprenditori che, investendo con coraggio nelle proprie aziende, hanno valorizzato il territorio. L'obiettivo espresso è quello di evitare pericolose generalizzazioni che colpiscono indistintamente l'intero settore, colpendo solo i comportamenti scorretti. La critica si chiude puntando il dito contro l'assenza di programmazione delle amministrazioni passate e presenti, accusate di aver usato il demanio marittimo come merce di scambio elettorale. Il vuoto amministrativo avrebbe favorito una totale anarchia a discapito dei cittadini, dove a vincere è sempre il più forte, decretando così la sconfitta dell'intera comunità di Vico Equense.

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