Vico Equense - Venticinque minuti trascorsi a girare in tondo, metro dopo metro, alla disperata ricerca di un fazzoletto d'asfalto dove appoggiare uno scooter. Se questa è l'impresa quotidiana per un due ruote, viene da chiedersi quale girone dantesco debba affrontare chi si avventura nel cuore di Vico Equense a bordo di un'automobile. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: serpentoni di veicoli in marcia a passo d'uomo, motori accesi che divorano carburante e saturano l'aria di smog, e una selva di auto in doppia fila o sosta selvaggia che riducono le strade a imbuti impenetrabili. La Penisola Sorrentina vive una pressione turistica e residenziale enorme, ma il centro e le arterie principali della cittadina sembrano incapaci di reggere l'urto di una mobilità anacronistica. Tra camion in panne sulla statale, furgoni per le consegne incastrati nei vicoli e manovre al limite della fisica, la circolazione va regolarmente in tilt. Ci si chiede allora se esista una visione d'insieme, uno studio rigoroso dei flussi veicolari o un piano del traffico realmente mirato a liberare il centro dal soffocamento meccanico. Le soluzioni non possono più ridursi a timidi ritocchi degli orari delle strisce blu o a interventi spot. Servirebbe un cambio di passo radicale e una stretta inflessibile sui controlli contro la sosta selvaggia. Ripensare gli spazi urbani significa restituire vivibilità ai cittadini e dignità a un territorio straordinario, prima che il traffico cronico finisca per spegnere l'anima e il respiro di Vico Equense.

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