di Massimiliano D'Esposito - Il Mattino
Sorrento - Invasione di terreno o edifici, opere abusive su beni vincolati e lavori edili in assenza di permesso a costruire: sono le ipotesi di reati alla base del sequestro preventivo disposto per due dei tre piani di un'enoteca a pochi passi da piazza Tasso, nel cuore di Sorrento. I sigilli sono scattati a seguito di un'indagine coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, scaturita dal censimento avviato dal gruppo Uses della polizia metropolitana di Napoli circa le occupazioni, ritenute indebite, delle cisterne risalenti all'epoca romana che si trovano nel sottosuolo dell'area denominata «Spasiano». Nel corso delle verifiche è stato appurato come il locale si sviluppasse complessivamente su tre livelli, uno a piano terra e due interrati per accogliere una cantina per vini d'eccellenza, una cucina per la degustazione di cibi, oltre ad una scala di collegamento interamente scavata nel blocco tufaceo. Il tutto occultato dietro mobili a muro e reti metalliche per espandersi senza dare nell'occhio all'interno di un'area demaniale protetta da vincoli archeologici monumentali.
IL PROVVEDIMENTO
«Il sequestro - si legge in una nota del procuratore capo Nunzio Fragliasso - è stato effettuato a seguito del capillare censimento delle indebite occupazioni delle cisterne romane di Spasiano in corso di effettuazione da parte della polizia metropolitana in esecuzione di un decreto di ispezione dei luoghi emesso da questa procura. Le indagini hanno consentito di accertare che l'enoteca in questione si articola su tre livelli, dei quali uno al piano terra, fronte strada, e due interrati». E sono proprio i locali ricavati nel sottosuolo che sono finiti sotto la lente d'ingrandimento. Al primo piano interrato, in particolare, è stato rilevato come il locale «avrebbe formato oggetto di un mutamento di destinazione d'uso, non autorizzato, da deposito a luogo adibito alla preparazione ed alla degustazione di cibi». Spingendosi ancora più in profondità utilizzando una scala non autorizzata ricavata direttamente nel tufo è possibile accedere ad un secondo livello sotterraneo, «consistente in una grotta, con annessi servizi igienici, arredata con mobili a muro per l'esposizione di vini, nella quale erano stati realizzati degli impianti di illuminazione, areazione e deumidificazione, nonché altre aperture sulla parete tufacea, celate dai mobili espositori e da una rete metallica». Una cantina dotata di tutti i comfort, insomma. Peccato che gli accertamenti catastali e topografici abbiano confermato che «tale ultimo locale ricade in area demaniale, sottoposta a vincolo archeologico e culturale, in quanto rientrante nel più ampio sito di interesse archeologico delle cisterne romane di Spasiano, straordinaria opera idraulica di epoca romana». In ragione di quanto accertato la procura ha chiesto al giudice per le indagini preliminari la convalida del vincolo giudiziario per le sole aree abusive sotterranee, mentre è stato disposto il dissequestro del locale fronte strada al piano terra. Inchiesta che potrebbe comunque riservare ulteriori sviluppi considerando che già lo scorso 17 settembre era stato sequestrato un altro locale al corso Italia, nei pressi delle cisterne, utilizzato illegittimamente come deposito e lavanderia da un esercizio extralberghiero.

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