venerdì 4 settembre 2026

«Scuole come forni crematori»: la denuncia di una mamma di Vico Equense accende il dibattito sul rientro in classe

Vico Equense - A dieci giorni dal suono della prima campanella in Campania, la protesta e il disagio delle famiglie non viaggiano sulle date del calendario scolastico, ma sulle condizioni strutturali degli istituti. A sollevare il caso è la lettera che Aurelia, una mamma residente a Vico Equense, ha inviato alla redazione di Fanpage.it, descrivendo una situazione che definisce «alquanto insostenibile» a causa delle temperature record e dello stato di abbandono in cui versano gli edifici scolastici del territorio. «Noi abitiamo a Vico Equense e qui c'è un caldo infernale», esordisce la donna nella sua missiva. Una precisazione geografica che accende i riflettori sulle difficoltà specifiche della Penisola Sorrentina, dove l'ondata di calore tardo-estiva rischia di trasformare il rientro in aula in un incubo per centinaia di studenti. La critica della cittadina di Vico Equense non è rivolta al ritorno allo studio in sé — verso cui si dice da sempre propensa — ma all'inadeguatezza degli ambienti: «I ragazzi devono entrare in un forno crematorio e il caldo eccessivo non li aiuta certo a studiare». Oltre all'emergenza climatica e alla mancanza di sistemi di ventilazione o climatizzazione adeguati a sopportare le temperature di questi giorni, la denuncia tocca lo stato complessivo dell'edilizia scolastica locale. La panoramica offerta sulla situazione delle scuole medie di Vico Equense descrive aule obsolete e prive di servizi essenziali: «Posso garantire che nella zona in cui abito ci ritroviamo con delle scuole medie ancora allo stato di 35 anni fa, con mattonelle a terra d'epoca, bagni preistorici e senza palestra». La lettera riapre con forza il dibattito sulla sicurezza e sul comfort termico degli studenti campani. Con l'avvio dell'anno scolastico ormai alle porte, il grido d'aiuto che parte dalle colline e dal centro di Vico Equense stringe i tempi per le istituzioni, chiamate a rispondere del diritto a uno studio dignitoso all'interno di strutture moderne e sicure.

Nessun commento: