domenica 30 agosto 2026

45 minuti per un’ambulanza, a Vico Equense si spera nei miracoli e non nei soccorsi

Vico Equense - Quarantacinque minuti. Un’eternità quando un essere umano è a terra, privo di conoscenza, e la vita è appesa a un filo. È la notte del 30 agosto, l'estate sta per chiudersi, ma per la sanità della Penisola Sorrentina le criticità restano quelle di sempre: croniche, strutturali e pericolose. L'ultimo drammatico episodio si consuma in un ristorante di Massaquano, frazione collinare di Vico Equense, trasformando una normale serata di lavoro in un incubo di impotenza e burocrazia. È da poco passata la mezzanotte quando una cliente accusa un grave malore. Sviene, cade a terra, perde i sensi. La reazione dei ristoratori e dei presenti è immediata: alle 00.05 scatta la chiamata al 118. La risposta dall'altro capo del telefono, però, gela il sangue: "Un'ambulanza partirà appena possibile da Castellammare di Stabia, perché Vico Equense non ha ambulanze disponibili". Un territorio immenso, morfologicamente complesso e frammentato in decine di frazioni, si scopre improvvisamente nudo, privo del presidio minimo di primo soccorso. Con la donna ancora a terra e il panico che striscia tra i tavoli della sala, i ristoratori tentano una carta disperata: contattare la Guardia Medica della vicina Moiano. Raccontano l'accaduto, implorano un intervento rapido data la vicinanza geografica. Ma la burocrazia sanitaria ha le sue regole, spesso sorde all'emergenza. "La signora è cosciente?", chiede il medico di turno, proprio mentre la paziente accenna a riaprire gli occhi. Alla risposta affermativa, la replica è un muro: "Allora aspettate i soccorsi, non spetta a me l'urgenza". Ne nasce una discussione accesa, fatta di preghiere e rabbia.


I ristoratori fanno appello alla missione medica, al senso di umanità. Solo allora il medico cede e si mette in viaggio. Ma tra Moiano e Massaquano ci sono pochissimi minuti di strada; il medico ne impiega quaranta per arrivare, presentandosi quasi in contemporanea con l'ambulanza giunta da Castellammare. Al danno si aggiunge la beffa: l'ambulanza è demedicalizzata, a bordo ci sono solo i soccorritori. Se la Guardia Medica non fosse scesa – seppur in estremo ritardo – su quel codice rosso non ci sarebbe stato alcun medico a bordo. La signora si è parzialmente ripresa, ma resta lo shock per una tragedia sfiorata. Resta la firma di questa ennesima denuncia, sollevata da Mauro Caccioppoli (Nonno Luigino), che riaccende i riflettori sulle promesse della politica locale. Da tempo si discute del potenziamento della rete di emergenza e dell'arrivo, previsto per settembre, di un’ambulanza stabile a Moiano. La notte del 30 agosto ha dimostrato che le emergenze non leggono il calendario e non aspettano i comodi della burocrazia. Affidare la vita dei cittadini e dei tantissimi turisti alla fortuna, al caso o alla capacità di implorare un medico non è degno di un Paese civile. Vico Equense chiede risposte, e le chiede ora.

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