martedì 18 agosto 2026

Castellammare, Terme Antiche a rischio: l'allarme dell'APS "Parco delle Acque" contro il super-parcheggio

Castellammare di Stabia - Un appalto da oltre 12 milioni di euro per il rilancio delle Antiche Terme, ma calato dall'alto e con un'ombra che preoccupa gli esperti: la realizzazione di un parcheggio a ridosso delle sorgenti idrotermali. L'Associazione Parco delle Acque di Stabia APS lancia un duro atto d'accusa, parlando di un progetto "sconosciuto alla cittadinanza" e potenzialmente devastante per il patrimonio idrogeologico locale. La richiesta è chiara: fermare subito il cantiere e delocalizzare la sosta delle auto, o scatteranno le denunce alla magistratura. Secondo l'associazione guidata dalla presidente Olimpia de Simone, la scelta di posizionare un'area di sosta veicolare a ridosso dello stabilimento è "assolutamente pericolosa e inopportuna". Supportata dal parere di idrogeologi, l'APS evidenzia come i gas di scarico e gli idrocarburi prodotti dalle auto rappresentino una minaccia letale per la salubrità delle acque. «Anche attivando ogni tipo di impermeabilizzazione – spiegano dall'associazione – i gas trasmettono effluvi nocivi attraverso la vegetazione». La proposta della cittadinanza attiva è quella di spostare il parcheggio a più di 200 metri dall'area termale, sfruttando le aree a monte dell'ex stabilimento Nuove Terme e collegandole con navette, percorsi pedonali o l'ascensore inclinato previsto dal progetto EAV. L'obiettivo storico del Parco delle Acque resta una gestione pubblico-privata delle Terme restaurate per restituire il termalismo all'identità stabiese. L'attuale progetto, tuttavia, sembrerebbe andare in un'altra direzione, ipotizzando investimenti pubblici per il parcheggio in aree che l'amministrazione stessa aveva destinato a piscine termali e reparti da ricostruire (grazie a un ampliamento di stanziamento di altri 5 milioni di euro).

 

Un paradosso che, per l'APS, configurerebbe uno "sperpero di soldi pubblici" e una "duplicazione di spesa" su cui l'autorità giudiziaria potrebbe essere chiamata a fare luce. Il rilancio del termalismo e del turismo non può prescindere da una mobilità verde. L'associazione chiede con forza alla Regione Campania e alla dirigenza EAV la riapertura immediata della fermata ferroviaria "Terme". Una stazione strategica non solo per i futuri turisti e per i bagnanti estivi, ma anche per i lavoratori del comparto industriale locale, come i dipendenti di Fincantieri e della Corderia della Marina Militare. Una risposta concreta anche per favorire trasporti a basse emissioni in piena emergenza climatica. Ad oggi, 24 milioni di litri di preziosa acqua termale – che potrebbero curare e prevenire numerose patologie – finiscono inutilizzati direttamente in mare. Da qui il vibrante appello finale rivolto ai Commissari Prefettizi, ai Deputati e ai Senatori del comprensorio, affinché intervengano per bloccare il progetto del parcheggio e salvare l'integrità delle sorgenti. «Richiamiamo l’attenzione degli stabiesi – conclude la nota dell'associazione – perché tutta la cittadinanza si impegni ad evitare l’ennesimo danno al nostro Patrimonio ambientale».

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