domenica 30 agosto 2026

Vico Equense, l'enigma Gennaro Cinque: cosa farà l'ex assessore dopo il divorzio da Aiello?

Vico Equense - A Vico Equense, l’interrogativo sul destino politico di Gennaro Cinque è diventato il tema centrale di ogni discussione nei palazzi del potere locale e tra i cittadini. L'inattesa estromissione dell'ex sindaco ed ex consigliere regionale dalla nuova giunta municipale, sancita a metà agosto dal primo cittadino Giuseppe Aiello, ha segnato una rottura profonda e ridefinito gli equilibri dell'amministrazione comunale. La parabola che ha portato alla situazione attuale solleva non pochi dubbi sulla strategia politica locale. Soltanto nel marzo del 2026, Gennaro Cinque era entrato nell'esecutivo con la delega ai Lavori Pubblici, una mossa che lo aveva costretto a dimettersi dalla carica di consigliere comunale eletto. Meno di cinque mesi dopo, l'azzeramento strategico della giunta deciso da Aiello a fine luglio ha rimescolato completamente le carte. Con il successivo decreto di metà agosto, quasi tutti gli assessori uscenti sono stati riconfermati, tranne Cinque, sostituito da Raffaele Vanacore, mentre la cruciale delega ai Lavori Pubblici è tornata direttamente nelle mani del sindaco. L'ex assessore si ritrova così improvvisamente escluso sia dalla giunta che dal consiglio comunale. Di fronte a questo scenario, quali sono le reali prospettive per il futuro politico di Gennaro Cinque? Gli scenari possibili delineano traiettorie differenti. La prima ipotesi ruota attorno all'idea di un disimpegno, seppur temporaneo, dalla scena politica locale. Per un leader abituato a presidiare i cantieri fin dalle prime luci dell'alba, l'esclusione forzata potrebbe tradursi in una pausa di riflessione strategica. Tuttavia, considerando il peso elettorale e la radicata presenza sul territorio che Cinque ha costruito in decenni di attività, l'ipotesi di un addio definitivo appare improbabile agli occhi degli osservatori. La seconda pista, decisamente più accreditata nei corridoi del municipio, suggerisce una riorganizzazione delle forze in vista di una futura contrapposizione aperta. Non avendo più un ruolo istituzionale da difendere all'interno della maggioranza, Cinque potrebbe muoversi dietro le quinte per federare il malcontento di quella parte della coalizione che non ha gradito il rimpasto estivo.

 

La creazione di un'area di dissenso esterno o il rafforzamento di un asse d'opposizione interno alla stessa maggioranza potrebbe mettere seriamente a rischio la tenuta della leadership di Giuseppe Aiello nei mesi a venire. La terza via guarda alle scadenze elettorali a medio termine. La rottura con l'attuale sindaco potrebbe essere il preludio a una candidatura autonoma o al sostegno diretto a una figura alternativa in vista delle prossime elezioni comunali, per tentare di riportare la propria area al comando della città. Quello che è certo è che la scelta del sindaco Aiello ha aperto una ferita politica difficile da rimarginare in tempi brevi. Resta da capire se l'esclusione di Cinque stabilizzerà l'azione amministrativa, come auspicato dal primo cittadino, o se si rivelerà un boomerang capace di innescare una guerra di logoramento politico ed elettorale.

Nessun commento: