Vico Equense - La Polizia Municipale scende in strada per verificare il rispetto delle regole sulla conduzione dei cani. Microchip, museruola, bottiglietta d'acqua e, soprattutto, i sacchetti per la raccolta delle deiezioni: questi i parametri al vaglio delle forze dell'ordine per garantire la convivenza civile e la tutela degli spazi pubblici. L'iniziativa, fortemente voluta dal sindaco Giuseppe Aiello e coordinata dall'assessore Francesco De Simone, punta il dito contro un fenomeno tanto odioso quanto diffuso: l'abbandono delle deiezioni canine. Troppo spesso passeggiare per le strade della nostra città si trasforma in uno slalom mortificante tra i bisogni lasciati sui marciapiedi, davanti ai portoni, nelle aiuole o nei pressi delle scuole. Non si tratta di una "distrazione", ma di un gesto di pura inciviltà che non trova giustificazioni e che mina il decoro del nostro territorio. È bene chiarire subito un punto fondamentale: l'animale non ha alcuna colpa. Il comportamento del cane risponde ai suoi bisogni naturali, mentre la gestione di questi bisogni spetta interamente all'essere umano che ha scelto di accoglierlo nella propria vita. Adottare un amico a quattro zampe è un atto d'amore che comporta gioie, ma anche precisi doveri civici e legali. Uscire di casa senza i sacchetti per la raccolta o ignorare deliberatamente ciò che il proprio cane sporca non è solo una violazione dei regolamenti comunali, punibile con severe sanzioni pecuniarie, ma rappresenta una mancanza di rispetto totale nei confronti della comunità, dei bambini che frequentano le aree verdi, degli anziani e di chiunque viva gli spazi comuni.
Oltre all'impatto visivo e all'odore sgradevole che degrada l'immagine della città, l'abbandono delle feci è un problema di igiene pubblica. Le deiezioni possono essere veicolo di parassiti e malattie, senza contare il danno al patrimonio comune. Anche la buona pratica di lavare l'urina con una bottiglietta d'acqua — oggetto dei controlli — è un segno di sensibilità che distingue un cittadino civile da chi, invece, considera lo spazio pubblico come una discarica personale. Un territorio pulito è il biglietto da visita di una comunità sana. Chi non raccoglie gli escrementi del proprio animale non sta solo dimenticando un sacchetto, sta attivamente rovinando il lavoro di chi si impegna per mantenere la città ordinata e decorosa. Il plauso va all'amministrazione comunale e agli uffici preposti per aver avviato questa campagna di monitoraggio. Tuttavia, affinché questi interventi abbiano una reale efficacia a lungo termine, la costanza sarà l'elemento chiave. I controlli a tappeto annunciati dal sindaco non devono essere un episodio isolato, ma una prassi costante. Laddove non arriva il senso civico, purtroppo, deve arrivare la sanzione. Solo colpendo nel portafoglio chi calpesta le regole elementari della convivenza si potrà ottenere un reale cambio di rotta. La stragrande maggioranza dei proprietari di cani si comporta in modo esemplare; è tempo che anche la minoranza di incivili capisca che la tolleranza è finita e che il decoro urbano appartiene a tutti.

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