sabato 12 settembre 2026

La politica del doppio binario: moderati a parole, ultras sullo striscione

Spiaggia del Pezzolo
Vico Equense - C’è una distanza siderale, a volte quasi comica, tra il dibattito e la realtà che poi si materializza sui muri della nostra città. Improvvisamente, oggi, sul delicato tema del project financing per la riqualificazione di Marina d’Aequa e Tordigliano, ascoltiamo un ritornello saggio e condivisibile: "Non bisogna dire no a prescindere, serve responsabilità, prima i numeri e poi le decisioni". Una professione di moderazione che metterebbe d'accordo chiunque. Poi, però, basta fare una passeggiata alla spiaggia del Pezzolo per imbattersi in lenzuoli e striscioni che non lasciano spazio ad alcun dubbio geometrico: "No al project financing". Punto. Senza "se", senza "ma", senza note a margine. Questo è il vero cortocircuito comunicativo e politico che sta bloccando il confronto. Da un lato si rivendica il ruolo del dubbio legittimo, della verifica tecnica, dell'analisi rigorosa sui rischi idrogeologici P3/R4 e sui margini economici per le casse comunali. Dall'altro, però, si sceglie di parlare alla pancia della cittadinanza con lo slogan più tranciante e polarizzante possibile. Non si può sbandierare la cultura del dubbio la mattina e firmare un manifesto di rigetto totale la sera. Chi affigge quegli striscioni lancia un messaggio chiaro, che cancella ogni sfumatura: non si sta chiedendo di correggere il progetto, di migliorarlo o di verificarne la compatibilità idraulica con l'Autorità di Bacino. Si sta chiedendo di cassarlo in toto, a prescindere da qualunque evidenza tecnica possa emergere dall'iter amministrativo. Questo atteggiamento espone la parte più critica del dibattito a una fragilità strutturale. Come si può pretendere di essere considerati interlocutori credibili e costruttivi al tavolo delle trattative se la propria bandiera ufficiale è la negazione dello strumento stesso? Il rischio è quello di servire su un piatto d'argento, a chi il progetto vuole approvarlo a scatola chiusa, l'alibi perfetto per dire: "Vedete? Con loro non si può dialogare, sono quelli del no ideologico". La riqualificazione di Marina d'Aequa è una partita troppo importante per essere giocata a colpi di slogan da curva ultras. Vico Equense ha un disperato bisogno di una politica capace di governare la complessità, non di cavalcare la paura. Se l'obiettivo è davvero difendere il bene pubblico attraverso la trasparenza, occorre avere il coraggio di ammainare le bandiere del pregiudizio. Altrimenti, l'unica cosa che resterà di questa vicenda saranno striscioni ingialliti dal sole e un territorio condannato, ancora una volta, all'immobilità.

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