Vico Equense - Una fitta rete virtuale composta da centinaia di iscritti, nata con l'unico obiettivo di monitorare gli spostamenti delle forze dell'ordine sul territorio e segnalare in tempo reale posti di blocco e pattuglie. Un "radar" social che, tuttavia, non è bastato a garantire l'impunità a un ventenne del posto, sorpreso in flagranza e arrestato dai Carabinieri della locale stazione con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L'operazione antidroga ha messo in luce un contrasto stridente tra la sofisticazione digitale del network di vedette e l'efficacia delle più tradizionali tecniche investigative. Per eludere le sentinelle telematiche, i militari dell'Arma hanno infatti deciso di abbandonare le auto di servizio e di muoversi a piedi, mimetizzandosi tra le strade della cittadina costiera. Una strategia vecchio stile che ha pagato: la pattuglia è riuscita a raggiungere l'area d'interesse senza far scattare l'allarme sulla chat, cogliendo il giovane di sorpresa proprio mentre era impegnato nella presunta attività illecita. Se il fronte operativo ha portato all'arresto del pusher, l'attività investigativa è tutt'altro che conclusa. I riflettori della Procura e degli inquirenti rimangono adesso accesi proprio sulla piattaforma online utilizzata dal gruppo. Sono in corso accertamenti mirati per ricostruire con esattezza le modalità con cui la chat veniva gestita e per verificare l'eventuale presenza di ulteriori condotte di interesse investigativo. Il sospetto, neanche troppo velato, è che la rete di monitoraggio non fosse un semplice passaparola tra automobilisti, ma un vero e proprio strumento di supporto logistico a protezione delle piazze di spaccio della zona.

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