Vico Equense - Il futuro dell’ufficio postale della frazione collinare di Arola accende il dibattito politico a Vico Equense. Nel corso dell'ultimo consiglio comunale, un'interrogazione presentata dal gruppo di minoranza ha sollevato forti critiche sulla gestione della struttura, trasformando la seduta in un acceso botta e risposta tra l'opposizione e il sindaco Giuseppe Aiello sul tema dei servizi essenziali nelle periferie e sui ritardi digitali. A ricostruire la complessa vicenda è stato il primo cittadino, che ha rivendicato l’intervento politico e mediatorio dell’amministrazione in una delicata trattativa tra privati. I locali che ospitano l'ufficio postale rischiavano infatti la chiusura immediata: il proprietario dell'immobile, lamentando un canone di locazione ormai fuori mercato e ritenuto "ridicolo", aveva avviato le procedure legali per liberare lo stabile. «La posta di Arola stava chiudendo, era già pronto l’ufficiale giudiziario per lo sfratto», ha spiegato il sindaco alla massima assise cittadina. «Siamo riusciti a ottenere una proroga decisiva per non perdere il presidio e, dopo una serie di complesse interlocuzioni, il canone è stato finalmente adeguato alle richieste del mercato». Il sindaco ha inoltre svelato un retroscena cruciale sui piani dell'azienda: per Poste Italiane lo sportello di Arola poteva essere tranquillamente chiuso, poiché dal punto di vista finanziario la filiale risultava fortemente antieconomica. Il mantenimento del presidio è stato dunque il frutto di un braccio di ferro non scontato.
L'accordo sul nuovo affitto sblocca anche il potenziamento tecnologico della struttura. Fino ad oggi, la cifra irrisoria percepita dal proprietario lo aveva spinto a negare il via libera all'installazione di nuove apparecchiature. «Con il nuovo canone non ci sono più ostacoli per l’installazione dell'antenna per potenziare la rete internet e del Postamat», ha precisato il sindaco, chiarendo poi un dettaglio tecnico sui provider: «L'accordo per l'antenna non è stato possibile con Iliad semplicemente perché non è l'operatore partner di Poste Italiane». Di parere diametralmente opposto la minoranza consiliare, che non si ritiene soddisfatta delle rassicurazioni della giunta. Secondo i banchi dell'opposizione, l'azione del Comune si sarebbe limitata a un "tampone" che non risolve i disagi quotidiani dei cittadini della frazione. «Mantenere aperto un ufficio postale che non funziona a dovere non è una vittoria, non è giusto nei confronti della comunità», è stata la dura replica della minoranza, che individua la radice del problema nelle storiche carenze infrastrutturali del territorio. L'affondo si sposta così sulla rete internet: «Se in quella zona ci fosse stata la fibra ottica libera, risolvere il problema della connettività sarebbe stato infinitamente più semplice. Questa situazione è il frutto amaro di scelte sbagliate che partono da lontano». L'amministrazione ha rispedito al mittente le accuse di immobilismo, rivendicando il valore sociale dell'operazione. «Ci siamo inseriti in un rapporto tra privati pur di risolvere un problema concreto dei cittadini e tutelare un servizio che rischiava di sparire per sempre», ha concluso il sindaco. Il primo cittadino ha poi colto l'occasione per annunciare l'imminente svolta sul fronte della banda ultralarga per tutto il territorio comunale: «Siamo in procinto di firmare la convenzione ufficiale con FiberCop che prevede la posa di ben 22 chilometri di fibra ottica, un intervento strutturale che colmerà definitivamente il divario digitale anche nelle aree collinari».

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