venerdì 11 settembre 2026

Fiume Sarno: guerra agli scarichi abusivi

Inquinamento. La Regione Campania prevede controlli mirati per punire illeciti. L'obiettivo è ripulire il fiume fino a pochi anni fa il più malato d'Europa Investimento. È partita la gara d'appalto da 406 milioni che punta a migliorare la situazione idrogeologica: è previsto il dragaggio

di Vera Viola - Il Sole 24 Ore

Giro di vite per il recupero ambientale del fiume Sarno in Campania. La Regione Campania guidata da Roberto Fico assicura il pugno di ferro nei confronti di chi scarica abusivamente nel fiume che fino a qualche anno fa era considerato il più inquinato d'Europa. E chiede all'Arpac, l'agenzia regionale per l'ambiente, controlli serrati soprattutto sugli scarichi industriali. Nei giorni scorsi l'assessora all'Ambiente Claudia Pecoraro e il vicepresidente Mario Casillo si sono recati a sorpresa in località Fosso Imperatore per verificare alcune segnalazioni e hanno disposto con Arpac controlli mirati su alcune aziende della zona al fine di individuare eventuali scarichi abusivi. Nei mesi scorsi poi, grazie anche al lavoro delle Procure di Avellino, Nocera e Torre Annunziata diverse aziende sono state poste sotto sequestro. Sono 113 gli scarichi civili abusivi che sono stati chiusi. Quanto a quelli industriali ci sono indagini in corso. Solo in agosto sono state sequestrate due aziende. Fari accesi sulle aree a maggiore presenza industriale. La Regione ha stipulato una convenzione con il Cesma per la bonifica della falda nell'area della solofrana montorese, dove è presente il distretto industriale della concia delle pelli.

 

«Le problematiche principali in questi contesti sono legate ai bypass. Ora però abbiamo inteso tracciare una traiettoria chiara: se si vuole accertare l'eventuale presenza di scarichi abusivi non ci si può fermare alla verifica dei pozzetti fiscali, quelli appunto utilizzati di solito poichè spesso vengono bypassati illecitamente e immessi nei canali che confluiscono nel fiume. Il controllo quindi deve essere capillare e diversificato - dice Pecoraro - Questa la direzione che vogliamo seguire». Poi l'assessora aggiunge: «Stiamo anche ragionando su sistemi che possano monitorare in modo continuo, esterno e terzo la conformità delle acque di scarico - aggiunge - quindi la Regione installerà sue centraline nei luoghi considerati critici e con Arpac potrà fare un monitoraggio a tappeto». Intanto, parte il nuovo importante intervento per la riqualificazione del fiume Sarno: la Regione Campania, infatti, ha pubblicato la gara a procedura aperta telematica per la conclusione dell'Accordo Quadro quadriennale dedicato al Programma Strategico di Riqualificazione Ambientale e Contrasto al Rischio Idraulico del Bacino del Fiume. Un piano di interventi che prevede un investimento complessivo di 406.990.761,29 euro, cofinanziato dall'Unione Europea nell'ambito del programma Coesione Italia 2021-2027. La procedura di gara, suddivisa in 7 lotti, sarà aggiudicata con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. Si tratta di uno dei due importanti interventi che riguardano il fiume. Quest'ultimo, ai nastri di partenza, è il progetto Grande Sarno, curato dalla Regione Campania, che punta alla riqualificazione ambientale del suolo e alla messa in sicurezza del bacino idrografico. «Negli anni passati - dice ancora Pecoraro - sono stati realizzati interventi di depurazione. Oggi guardiamo al problema inquinamento ma anche alla tenuta idrogeologica del fiume». Il progetto Grande Sarno, entro il 2032, dovrebbe garantire l'incremento di oltre 5 milioni di metri cubi della capacità di invaso. Una necessità dopo le frequenti esondazioni degli ultimi anni, con danni ad abitazioni e all'agricoltura. Il piano prevede anche il potenziamento delle vasche di laminazione. Nell'insieme queste opere assicureranno una portata idraulica di 120 metri cubi al secondo alla foce, mettendo in sicurezza i centri abitati. Si parte, quindi, con il dragaggio dell'intero bacino idrografico, suddiviso in tre macroaree di intervento. Le terre e i materiali provenienti dai dragaggi saranno conferiti a impianti dedicati per la disidratazione e il trattamento. Il cronoprogramma fissa la scadenza per la presentazione delle offerte al 25 settembre, e l'aggiudicazione entro novembre 2026. La sottoscrizione dell'Accordo Quadro, con un unico operatore economico per ciascun lotto, è prevista entro dicembre e i contratti attuativi a partire dalla stessa data. I lavori avranno una durata di sei anni circa. Sarà anche necessario abbattere un ponte di Rfi e ricostruirlo. «Si tratta di un intervento che mette in sicurezza l'area: accanto al lavoro fatto in questi anni per il disinquinamento, dove siamo alle battute finali, aggiungiamo oltre 400 milioni, per restituire dignità al bacino del Sarno, tutelare l'ambiente e assicurare vivibilità ai cittadini dell'intera area», dice il vicepresidente della Regione Campania Mario Casillo. «Gli interventi di recupero del fiume Sarno rappresentano un investimento strategico per la tutela dell'ambiente, della salute delle cittadine e dei cittadini e della sicurezza del territorio», aggiunge l'assessora all'Ambiente, Claudia Pecoraro. Energie per il Sarno, l'intervento partito nel 2020 - che consiste in un programma di opere finanziate dalla Regione Campania per circa 180 milioni, e dal ministero dell'Ambiente per altri 26,2 milioni - sta producendo risultati tangibili: ad oggi il programma è in fase di completamento e ha reso possibile un incremento di 332.825 abitanti serviti da depurazione, con 98 scarichi eliminati su 113

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