Vico Equense - C’è un vecchio adagio della politica locale che recita: "Quando i palazzi tremano, le piazze si riempiono di sindaci". A Vico Equense, l’attuale vuoto pneumatico lasciato dalle fibrillazioni interne alla maggioranza di Giuseppe Aiello — culminate nel clamoroso strappo con Gennaro Cinque e nell’azzeramento strategico della giunta — sembra aver innescato proprio questo meccanismo. Più che a una transizione politica ordinata, la città sta assistendo alla sceneggiatura di un casting. Le indiscrezioni che rimbalzano da un bar di Piazza Umberto I all’altro propongono una rosa di profili standardizzati, quasi stereotipati: l’imprenditrice illuminata, il politico di lungo corso, l’avvocato legalitario, il commercialista dai conti d'oro. Figure di spicco della società civile che, sulla carta, vantano curricula eccellenti nelle rispettive professioni. Ma la gestione di una città complessa come Vico Equense, frammentata tra un centro costiero a forte vocazione turistica e una galassia di borgate collinari storicamente isolate, non è una questione di titoli di studio o di successo aziendale. È una questione di visione e di alleanze. Il vero limite di queste ipotesi elettorali non risiede nella caratura dei nomi che circolano — alcuni dei quali decisamente campati in aria — ma nell'illusione che un singolo "salvatore della patria" possa colmare l’assenza di un progetto politico strutturato. Mentre l’amministrazione in carica arranca nel tentativo di ricucire i propri strappi interni, le opposizioni e il sedicente "campo largo" offrono uno spettacolo altrettanto frammentato.
Parlare oggi di programmi elettorali basandosi sulle indiscrezioni significa limitarsi a un elenco di buone intenzioni, come la destagionalizzazione turistica promessa dal mondo imprenditoriale, il rigore di bilancio sbandierato dai tecnici o la trasparenza amministrativa invocata dai legali. Tutti slogan condivisibili, ma privi di gambe finché rimarranno confinati nelle ambizioni personali dei singoli aspiranti. La verità è che per sfidare un sindaco uscente non basta sommare percentuali o agitare lo spauracchio del cambiamento. Serve una sintesi. Finché i vari schieramenti alternativi continueranno a muoversi come "generali senza esercito", gelosi del proprio orticello professionale o della propria identità civica, la frammentazione farà solo il gioco dello status quo. I cittadini di Vico Equense non hanno bisogno di un casting per scegliere il profilo più rassicurante. Hanno bisogno di sapere, concretamente, come si intende risolvere il caos della viabilità nei mesi caldi, come si gestiranno i fondi per le infrastrutture e quale futuro si vuole dare alle frazioni. La nebbia del gossip politico prima o poi si diraderà, e solo allora capiremo chi ha davvero un progetto per la città e chi, invece, stava solo cercando una vetrina.

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