domenica 13 settembre 2026

Vico Equense, la pizza è "Un sapore senza confini": dalle radici locali alla conquista di New York

Vincenzo Peretti, Margherita Aiello 
e Michele Cuomo
Vico Equense - La pizza di Vico Equense rompe gli argini territoriali e si candida a diventare un asset d'eccellenza globale. Non più solo un segreto custodito tra le curve della penisola sorrentina, ma un'identità culinaria pronta a viaggiare nel mondo. È questo il cuore del messaggio lanciato da Margherita Aiello, Presidente delle associazioni territoriali Acove e Aicast Vico Equense, che traccia la rotta per il futuro della gastronomia locale sotto il brand evocativo di “Un sapore senza confini”. L'obiettivo è chiaro: internazionalizzare la tradizione senza snaturarla. "Oggi abbiamo il compito di far conoscere questa identità senza chiuderla dentro i nostri confini" dichiara fermamente Margherita Aiello. "È esattamente lo spirito di 'Un sapore senza confini': partire dalla storia e dalle radici di Vico Equense per portarle sempre più lontano". La strategia di promozione ha già toccato tappe di straordinario prestigio internazionale e istituzionale. La tradizione vicana è infatti sbarcata di recente a New York, riscuotendo un successo che testimonia l'appeal globale della pizza "made in Vico". A coronamento di questo percorso è arrivato anche l'importante riconoscimento ufficiale da parte del Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, a dimostrazione del valore non solo economico, ma anche culturale, che questo comparto rappresenta per l'intero Paese. A dare profondità scientifica e culturale a questo movimento è Vincenzo Peretti, docente ed esperto in biodiversità alimentare. Secondo Peretti, la forza di questo piatto risiede proprio nella sua straordinaria catena di fornitura, profondamente legata alla terra. "La Pizza di Vico non è solo un prodotto della tradizione: è un’identità" spiega il professor Peretti. "E intorno a questa identità vive una rete di eccellenze gastronomiche che vanno dal pomodoro al fiordilatte, dall'olio Evo al Provolone del Monaco Dop, che può diventare una vera forza di sviluppo per il territorio".

 

La pizza si trasforma così nel biglietto da visita di un intero ecosistema agricolo, dove ogni singolo ingrediente racconta una storia di conservazione ambientale, cura del territorio e sapienza artigianale. In questo mosaico di promozione, la kermesse locale "Pizza a Vico" si conferma l'epicentro e il motore trainante della valorizzazione e della tutela di questo patrimonio. L'evento non è una semplice sagra, ma una vera e propria vetrina culturale che mette in rete qualità, cultura e comunità. "’Pizza a Vico’, con l'artigianalità dei suoi maestri pizzaioli, valorizza proprio questo patrimonio di biodiversità alimentare” aggiunge Peretti, sottolineando come la manifestazione riesca a coniugare l'aspetto economico a quello sociale. Un concetto pienamente condiviso anche dalla presidente Aiello: "La presenza a New York, il riconoscimento ricevuto dal Ministro Lollobrigida e una manifestazione come Pizza a Vico vanno nella stessa direzione: raccontare al mondo una tradizione autentica, costruita nel tempo dal lavoro dei nostri pizzaioli e dalla cultura dell’accoglienza che contraddistingue la nostra città”. Il successo della pizza di Vico Equense, secondo la visione sinergica tra associazioni locali ed esperti del settore, non risiede infatti soltanto nell'impasto perfetto, ma rispecchia fedelmente l'anima della comunità. La cultura dell'accoglienza, unita alla tutela dei prodotti a chilometro zero e della biodiversità campana, diventa così il veicolo principale per esportare un modello di convivialità e sostenibilità che tutto il mondo ci invidia. La sfida per il futuro è aperta: portare il sapore unico di Vico Equense sempre più lontano, restando saldamente fedeli alle proprie radici.

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