Vico Equense - C'è un artista che nessuno cercava e che oggi tutti dovremmo conoscere. Si chiama Franco Massa, vive a Moiano, e i suoi dipinti sembrano arrivare da un universo parallelo in cui il sacro, il popolare, il contadino e il teatrale si fondono senza confini. Autodidatta e radicalmente libero dalle mode, Massa non si limita a copiare i grandi maestri della storia dell'arte: li riporta nel cuore del suo paese e affida le loro tele agli abitanti del luogo. Prendendo a modello le opere immortali di Caravaggio, Piero della Francesca e Botticelli, l'artista le reincarna con le fisionomie del presente. I santi, i personaggi storici e le figure allegoriche assumono i tratti dei concittadini, degli amici, dei passanti e persino dello stesso autore, che non di rado sceglie di rappresentarsi in autoritratti spiazzanti, come quello in cui si raffigura nei panni di un San Giovanni Battista con la testa mozzata. Le anatomie si fanno irregolari, le prospettive perdono la loro rigorosa accademia, ma è proprio in queste piccole incertezze che l'opera sprigiona la sua forza d'urto. Non si insegue la perfezione accademica, bensì la verità di una memoria collettiva e di una comunità viva. Il metodo di lavoro di Franco Massa possiede la nitidezza e il rigore di un documentario. Prima di impugnare i pennelli, l'artista fotografa i volti dei moianesi. Successivamente, ricrea con dedizione l'architettura visiva del dipinto amato e infine compie il gesto di innesto, dipingendo quei volti contemporanei al posto delle fisionomie originali.
Foto di Salvatore De Stefano
Il risultato è un cortocircuito temporale che interroga lo spettatore: perché quel volto comune al posto del santo? Come vive oggi quella persona? L'ironia naïve che affiora in molte tele sa far sorridere ma al tempo stesso inquieta, rivelando un'urgenza espressiva autentica, lontana da ogni calcolo strategico .Dopo l'enorme curiosità suscitata lo scorso luglio, quando le sue opere vennero esposte per la prima volta e per sole due ore all'interno del suo bar sulla scia dell'attenzione ricevuta dal Faito Doc Festival, il maestro ha vinto la sua proverbiale ritrosia. Per l'intero mese di settembre 2026, dal primo al trenta, i suoi lavori trovano finalmente una casa stabile e accogliente nello spazio "La Casa di Tutti", situato a Moiano in via R. Bosco 505. Un appuntamento imperdibile per scoprire una pittura istintiva e necessaria, capace di dimostrare come i capolavori del passato sappiano ancora respirare, lottare e vivere unicamente tornando tra la gente comune.
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