Vico Equense / Napoli - Dietro il grande spettacolo dei catamarani AC40 che iniziano a solcare le acque di Nisida e del lungomare di Napoli, c'è un motore invisibile fatto di draghe, ingegneria marittima e turni di lavoro serrati. A guidare questa imponente macchina operativa a mare è Antonio Savarese (foto), storico costruttore partenopeo e patron dell'omonima impresa di famiglia, la Savarese Costruzioni S.p.A., oggi balzato al centro delle cronache per la straordinaria accelerazione impressa ai cantieri di Bagnoli. Costruttore di terza generazione con alle spalle oltre quarant'anni di esperienza nel settore delle opere pubbliche e marittime, Savarese ha assunto di recente la carica di Presidente dell'ACEN (l'Associazione dei Costruttori Edili di Napoli). Con una profonda conoscenza del tessuto urbanistico cittadino e una solida reputazione legata alla trasparenza e ai protocolli di legalità nei cantieri, Savarese rappresenta la guida di un comparto edile che vede nei grandi eventi internazionali il volano per il riscatto definitivo delle periferie industriali napoletane. I riflettori sono puntati sulla scadenza del 5 ottobre 2026, termine ultimo entro il quale dovranno essere completati gli scavi in acqua davanti alla colmata. Un'operazione mastodontica da oltre 130 mila metri cubi di sedimenti da rimuovere e trasferire in Nord Europa per garantire fondali sicuri e, nel lungo periodo, restituire la balneabilità all'area. I lavori non si sono fermati neanche a Ferragosto. Come dichiarato dallo stesso Savarese in una recente intervista a La Repubblica, l'azienda ha dovuto raddoppiare i mezzi e la forza lavoro per superare il tradizionale blocco estivo della catena di fornitura italiana: "Abbiamo raddoppiato i mezzi... rispettiamo i tempi, abbiamo lavorato anche a Ferragosto. Abbiamo uno spiegamento di mezzi che fa paura. Nonostante le difficoltà del Paese che si ferma 20 giorni per ferie, siamo riusciti a gestire il problema degli impianti di smaltimento. Non ci sono criticità per il completamento."
L'operato dell'impresa di Savarese a Bagnoli si muove su un binario di estrema precisione amministrativa e ambientale. I dragaggi vengono eseguiti sotto il rigido controllo dell'ARPAC e dei Carabinieri Forestali, mentre sul fronte della sicurezza l'ACEN ha fortemente voluto, insieme alla Prefettura di Napoli, una cabina di monitoraggio costante per blindare i cantieri della Coppa America da infiltrazioni e garantire la massima tutela dei lavoratori. Per Savarese, il "modello Bagnoli" dimostra che quando la governance pubblica è chiara, l'imprenditoria locale sa rispondere con efficienza e responsabilità eccezionali, trasformando un'ex area industriale ferma da trent'anni nel palcoscenico della vela mondiale.

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