giovedì 1 ottobre 2026

Marina di Aequa, la pedonalizzazione di via Arcoleo: quando l’interesse pubblico supera il dibattito politico

Via Arcoleo
Vico Equense - Il dibattito sul progetto di riqualificazione da quasi 14 milioni di euro destinato al litorale della marina di Aequa continua ad accendere gli animi dei cittadini. Chi vive e respira il territorio conosce bene le mille sfaccettature, le criticità e i dubbi legati a una trasformazione urbanistica così radicale e strutturata nella sua totalità. Eppure, anche dentro la più ferma contrarietà alla visione d'insieme, esistono singoli tasselli progettuali in cui l'interesse della comunità emerge con una chiarezza tale da mettere d'accordo tutti. È il caso della prevista pedonalizzazione di via Arcoleo. Analizzando questa specifica porzione dell'intervento, non si può che esprimere un pieno favore. L'idea di base è tanto semplice quanto rivoluzionaria per la quotidianità della zona: costringere tutti i veicoli diretti ai parcheggi ad accedere esclusivamente dal retro. Una simile scelta logistica libererebbe finalmente via Arcoleo dalla morsa delle auto. In questo preciso frangente, la bilancia pende tutta a favore dell'interesse pubblico. Sottrarre la strada al transito dei veicoli significa consentire ai cittadini e ai visitatori di riappropriarsi di un tratto viario che costituisce un tutt'uno naturale con lo storico borgo marinaro. I benefici immediati sarebbero sotto gli occhi di tutti: una passeggiata restituita alla sua originaria bellezza, finalmente priva di rumori molesti, fumi di scarico nocivi, traffico caotico e, soprattutto, pericoli per l'incolumità dei pedoni. Il borgo tornerebbe a respirare la propria identità, offrendo un’esperienza di vivibilità e decoro urbano intatta. La politica locale e le dinamiche da campagna elettorale – spesso focalizzate su personalismi e logiche di fazione – dovrebbero misurarsi proprio su questo terreno: la capacità di scindere la propaganda dal merito delle singole opere. Per fare una campagna elettorale corretta, trasparente e vicina alle reali esigenze dei vicani, è necessario saper riconoscere dove un'opera funziona e dove invece rischia di snaturare il territorio. La liberazione di via Arcoleo dalle auto è una battaglia di civiltà urbana che merita di essere difesa, a prescindere da chi siede nella cabina di regia del progetto. 

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