giovedì 29 ottobre 2026

Monopoly, catene, spille tricolori il Consiglio regionale è uno show

Cinque ore tra risate, citazioni e scontri verbali. Si approvano due delibere, poi si discute di "mozioni". "Colleghi, un po' di contegno per chi ci osserva". "Gli applausi sono concessi?" 

di Alessio Gemma - La Repubblica Napoli

Napoli - Fico mi ha detto che sembro un grillino della prima ora». Si aggira tronfio Gennaro Sangiuliano, capo del centrodestra in Consiglio regionale, poco prima dell'inizio. Ha già in programma uno dei suoi colpi di teatro in aula: il "Monopoly", nascosto sotto la poltrona, da regalare a favore di streaming al presidente della Regione quando si discuterà di lì a poco del caro gasolio patito dagli autotrasportatori. Va così. Nella precedente seduta sul fiume Sarno, Sangiuliano aveva portato a Fico la bottiglia con l'acqua sporca del canale. Solo che questa volta, nel vorticoso rovesciamento dei ruoli tra maggioranza e opposizione, c'è in agguato chi si prende la scena. Ore 11, inizio fissato della riunione: delibera sul bilancio consolidato 2025, variante per la stazione ferroviaria di Castellammare di Stabia. Per il resto, una caterva di mozioni. Che sono solitamente la fiera di buoni propositi da discutere senza effetti e impegni di spesa. Gennaro Oliviero, consigliere deluchiano di "A testa alta", anticipa tutti: si presenta con le catene al collo e occupa la poltrona del presidente del Consiglio. Obiettivo: denunciare la chiusura di tre punti nascita a Sapri, Sessa Aurunca e Piedimonte Matese. Risultato: ritardare di più di un'ora la seduta. Fico: «Non scambio i voti per la sicurezza sanitaria delle donne».


E Oliviero che è di Sessa Aurunca: «I tuoi amici 5 Stelle sono venuti a protestare a casa mia e io protesto qui». Finalmente si parte. Cinque ore che scorrono tra motteggi, frecciatine, oggetti scenici. Come le spillette tricolori: Sangiuliano le appunta al bavero dei consiglieri di opposizione per contrapporsi a quella della Palestina dell'assessore Andrea Morniroli. Già, tra le mozioni ce n'è una sul tetto agli alunni stranieri. «Decidiamo una volta per tutte se gli applausi sono concessi o no», chiedono dall'opposizione. Testuale. Ci si ingarbuglia con tre mozioni sul caro gasolio. Serve una sintesi, urge una sospensione. Sono pure passate le 13: tutti alla buvette. Si rientra con Sangiuliano che può brandire il Monopoly perché i «13 milioni offerti agli agricoltori sono soldi finti, serve l'autorizzazione dell'Europa». Sbotta il consigliere mastelliano Giuseppe Barra: «Dopo l'acqua del Sarno, pensavo che venisse con una latta di benzina». L'ex ministro della Cultura lo tranquillizza: «Sono pannelliano e non violento». Massimo Pelliccia di Forza Italia insiste rivolto alla maggioranza: «Questi 13 milioni sono un pacco». Interviene Fico: «Ho anche sentito il ministro Lollobrigida. Hanno deciso le Regioni di destinare questi fondi al caro gasolio. Se è Monopoly, è di tutte...». Si arrabbia Nino Simeone, capogruppo dei fichiani contro il centrodestra: «Il Monopoly portatelo ai Campi Flegrei per i soldi che avete promesso. E la prossima volta blocco i lavori». Bruna Fiola del Pd consiglia «un po' di contegno per chi ci osserva». Poi perde le staffe anche lei: «Sangiuliano ha abbandonato l'aula per non ascoltarmi, si metta agli atti». La saggezza promana dal più giovane Davide D'Errico: «C'è disperazione fuori da questi palazzi, se non vogliamo essere presi con i forconi è arrivato il tempo di unirci per dare risorse vere agli agricoltori e ai cittadini». Intanto Maurizio Petracca, capogruppo del Pd, consiglia a Sangiuliano «il risiko per la geopolitica di Meloni». Un altro gioco. Troppi. Massimiliano Manfredi, presidente dell'aula, indica gli armadi alle sue spalle: «Conserviamo gli oggetti portati in aula». Risate. Surreale anche l'aria condizionata a palla: «Vogliono farci fuori? ». C'è tempo per le spine interne alla maggioranza. A Oliviero non vanno giù gli 8 milioni della Regione per i corsi ai disoccupati. E se la prende con «il triplo consigliere Andreozzi» della Sinistra che siede pure in Comune e Città metropolitana. Ma l'implacabile Sangiuliano ritorna alla carica: «Insopportabile sentire le citazioni che possiamo fare o non fare». E punisce a raffica: «Tom Wolfe, Heidegger, Spengler, Bobbio». Fortuna che Fico non c'è più: «Per la prima volta vado via, ho un convegno a Sorrento sulle bufale». Manfredi: «Grazie per la cortesia nei nostri confronti, non storica e usuale per quest'aula». Ogni riferimento a Vincenzo De Luca è puramente casuale.

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