martedì 20 ottobre 2026

Il pragmatismo di Manfredi: la svolta di un leader moderno che supera la politica del "No"

Al convegno di Confindustria il sindaco di Napoli traccia la rotta: sì al nucleare del futuro e al project financing per sbloccare le opere pubbliche. Una visione manageriale che sfida i dogmi della sinistra radicale

Napoli - Esiste una sinistra capace di governare la complessità senza farsi frenare dai veti del passato? La risposta arriva da Gaetano Manfredi. Dal palco del convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria a Capri, il sindaco di Napoli e presidente dell'Anci ha delineato un profilo di leadership moderno, concreto e profondamente sintonizzato con le sfide dello sviluppo economico. Un netto cambio di passo rispetto a una certa politica orizzontale, abituata a trincerarsi dietro i storici "No" ideologici. Manfredi ha scelto la platea degli industriali per lanciare un messaggio chiaro e coraggioso: la transizione energetica non può essere ostaggio di dogmi novecenteschi. Esortando la politica a superare i "pregiudizi ideologici" sull'energia nucleare, il sindaco ha rimesso al centro il primato della scienza e della ricerca. La sua non è una corsa sconsiderata all'atomo, ma l'atteggiamento responsabile di un ex rettore e scienziato che sa che un grande Paese industriale non può permettersi di escludere a priori nessuna tecnologia pulita e di nuova generazione dal proprio mix energetico. Ma la modernità della visione di Manfredi si misura soprattutto sulla sua capacità di sbloccare la macchina pubblica. Consapevole che le sole risorse dello Stato non bastano a modernizzare le città, il sindaco ha blindato il project financing, definendolo una leva fondamentale e strategica per la realizzazione delle infrastrutture. A chi vede nell'alleanza tra pubblico e privato una minaccia, Manfredi risponde con i fatti e la concretezza dei cantieri.


Il recente via libera al project financing da 84 milioni di euro per il nuovo Palasport a Poggioreale è l'esempio plastico di come la finanza di progetto possa tradursi in servizi, sviluppo e rigenerazione urbana per la comunità, senza gravare interamente sulle tasche dei contribuenti. Questa visione manageriale e aperta al mercato ha inevitabilmente sollevato le barricate della sinistra radicale. Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) ha subito risposto erigendo la solita trincea: un "No" netto sia alla ricerca sul nucleare sia al coinvolgimento dei privati nelle opere pubbliche, etichettato come il rischio di una "privatizzazione della città". Per gli ambientalisti, le priorità dovrebbero rimanere confinate alla gestione puramente pubblica e a logiche di sussidio. Lo scontro consumatosi sull'asse Capri-Napoli fotografa due idee diverse di futuro. Da un lato una sinistra massimalista, arroccata sulla difesa di vecchie parole d'ordine; dall'altro la figura di Gaetano Manfredi, interprete di un riformismo del "Sì" che non ha paura del mercato, che dialoga con il mondo produttivo e che utilizza tutti gli strumenti normativi e tecnologici a disposizione per governare il presente. Per Napoli, e forse per l'intero centrosinistra nazionale, la strada del buon governo sembra passare proprio da questa capacità di decidere, fare e innovare, lasciandosi alle spalle la stagione dei veti a prescindere.

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