Al convegno di Confindustria il sindaco di Napoli traccia la rotta: sì al nucleare del futuro e al project financing per sbloccare le opere pubbliche. Una visione manageriale che sfida i dogmi della sinistra radicale
Napoli - Esiste una sinistra capace di governare la complessità senza farsi frenare dai veti del passato? La risposta arriva da Gaetano Manfredi. Dal palco del convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria a Capri, il sindaco di Napoli e presidente dell'Anci ha delineato un profilo di leadership moderno, concreto e profondamente sintonizzato con le sfide dello sviluppo economico. Un netto cambio di passo rispetto a una certa politica orizzontale, abituata a trincerarsi dietro i storici "No" ideologici. Manfredi ha scelto la platea degli industriali per lanciare un messaggio chiaro e coraggioso: la transizione energetica non può essere ostaggio di dogmi novecenteschi. Esortando la politica a superare i "pregiudizi ideologici" sull'energia nucleare, il sindaco ha rimesso al centro il primato della scienza e della ricerca. La sua non è una corsa sconsiderata all'atomo, ma l'atteggiamento responsabile di un ex rettore e scienziato che sa che un grande Paese industriale non può permettersi di escludere a priori nessuna tecnologia pulita e di nuova generazione dal proprio mix energetico. Ma la modernità della visione di Manfredi si misura soprattutto sulla sua capacità di sbloccare la macchina pubblica. Consapevole che le sole risorse dello Stato non bastano a modernizzare le città, il sindaco ha blindato il project financing, definendolo una leva fondamentale e strategica per la realizzazione delle infrastrutture. A chi vede nell'alleanza tra pubblico e privato una minaccia, Manfredi risponde con i fatti e la concretezza dei cantieri.

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