La Cisl Fp: «Ci scusiamo per i disagi». Gli anestesisti: «Nel 118 mancano 200 operatori solo in Campania»
di Fabrizio Geremicca - Il Corriere del Mezzogiorno
Napoli - Si prevedono giorni ancora più difficili del solito per i cittadini campani i quali avranno necessità di andare in Pronto soccorso. La Cisl Funzione Pubblica di Napoli, con una comunicazione inviata alle direzioni generali delle tre Asl metropolitane, delle aziende ospedaliere Cardarelli, Santobono-Pausillipon, Ospedali dei Colli ed a quelle universitarie Federico II e Vanvitelli, ha infatti proclamato lo stato di agitazione del personale della sanità operante nei servizi di Pronto soccorso. Il sindacato lamenta «la mancata attuazione dell'accordo regionale dell'8 luglio scorso sull'erogazione delle indennità al personale impegnato nel comparto». Dice Nino Matteo, il leader della categoria: «Ci spiace per i disagi che la nostra protesta causerà ai cittadini ed ai pazienti, ma abbiamo atteso già troppo tempo inutilmente. I lavoratori sono da tre mesi in attesa di ricevere quanto ad essi spetta in attuazione del vigente contratto di lavoro e dell'intesa siglata con i vertici della Regione.
È inconcepibile che i manager non si preoccupino più di tanto di applicare quanto previsto dalla legge e fatto proprio dagli organi superiori. Le Asl, le aziende ospedaliere e quelle universitarie non sono repubbliche autonome, devono rispettare i diritti dei lavoratori». La Cisl Funzione Pubblica ricorda che l'accordo dell'8 luglio scorso è stato recepito pochi giorni dopo con una delibera di giunta regionale, che ha definito criteri e principi per il riconoscimento di quanto statuito dall'articolo 69 del contratto collettivo nazionale di lavoro, individuato le relative risorse ed affidata la completa attuazione delle decisioni assunte alla contrattazione integrativa aziendale. Secondo il sindacato, tuttavia, «dopo quel passaggio in Giunta non è successo niente». Lo stato di agitazione determinerà l'indizione di assemblee sindacali nei luoghi di lavoro nei prossimi giorni, che potrebbero interferire, al netto naturalmente dell'assistenza dovuta ai codici rossi ed ai pazienti in situazioni di criticità, con le attività di Pronto soccorso, rallentandole e prolungando le attese. La Cisl chiede alla giunta della Campania «di proseguire e rafforzare l'attività di impulso, coordinamento, monitoraggio e controllo sull'attuazione dell'accordo, affinché i princìpi fissati in sede regionale trovino coerente e tempestiva applicazione presso le aziende interessate». Giuseppe Galano,intanto, che oltre ad essere il direttore del 118 dell'Asl Napoli 1 è il presidente in Campania del sindacato AAROI - EMAC, al quale fanno riferimento anestesisti e rianimatori, nella sua veste sindacale ha indirizzato una lettera a Roberto Fico. Segnala forti criticità negli organici dei medici dell'area della emergenza e della urgenza. «La carenza complessiva nell'arco dei prossimi tre anni - quantifica - potrebbe essere di 4500 unità a livello nazionale e di 1000 unità in Campania». Per il solo servizio del 118, prosegue Galano, «la carenza regionale ha ormai superato le 200 unità, con conseguenze sulla organizzazione e sulla disponibilità delle ambulanze medicalizzate (con medico a bordo, n.d.r ) previste dalla programmazione nazionale». A fronte di tale situazione, AAROI - EMAC avanza alcune proposte a Fico. Una di esse, per aumentare l'attrattività della medicina d'urgenza per i camici bianchi, è che i direttori generali delle aziende sanitarie locali «garantiscano la piena applicazione ed il rispetto delle linee di indirizzo Regionali relative alla contrattazione integrativa aziendale». In sostanza si chiede che, per quanto nelle possibilità della Regione - ma c'è naturalmente anche un tema di norme nazionali - i medici che sono impegnati nei Pronto soccorso e sulle ambulanze siano pagati di più di quanto accada ora. Galano chiede inoltre a Fico di prevedere specifiche forme d'incentivazione e che la Regione svolga un ruolo di stimolo nei confronti degli atenei Vanvitelli e Federico II affinché aprano finalmente anche lì i tanto attesi Pronto soccorso. Potrebbero infatti alleggerire la pressione sulle emergenze di altri ospedali, come il Cardarelli e l'Ospedale del Mare. AAROI - EMAC ribadisce poi la contrarietà al reclutamento dei medici per i Pronto soccorso e le ambulanze tramite cooperative ed agenzie interinali. Soluzioni che sono state adottate in altre regioni italiane, dove pure si fa sentire la carenza dei medici per le emergenze, ma che, secondo il sindacato, non garantisce continuità e qualità del servizio.
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