domenica 4 ottobre 2026

Di Battista all'attacco: parte del M5S non voterebbe Schlein neanche sotto tortura

Durante la puntata di Accordi e Disaccordi andata in onda sul Nove, Alessandro Di Battista è tornato a far discutere con un intervento tagliente sul panorama politico italiano, concentrandosi in particolare sul Partito Democratico, sul Movimento 5 Stelle e sulle dinamiche del cosiddetto campo largo. L'ex parlamentare ha espresso forti perplessità sulla tenuta di un'alleanza organica tra i due partiti d'opposizione, sostenendo senza esitazioni che una fetta consistente dell'elettorato pentastellato nutre una profonda avversione nei confronti della segretaria dem Elly Schlein, al punto da non volerla votare neanche sotto tortura. Secondo Di Battista, forzare convergenze elettorali calate dall'alto rischia di produrre un effetto di dispersione del consenso piuttosto che unire le forze contro la maggioranza di governo. Nel corso della trasmissione, il fuoco di fila si è spostato anche sui temi di politica estera. Di Battista ha definito avvilente il fatto che la segretaria del PD continui a evocare il concetto di pace giusta in Ucraina, etichettandolo come una formula retorica priva di una reale aderenza alla complessità del conflitto e distante dalle posizioni di rottura rispetto alle logiche belliche tradizionali. Infine, l'analisi si è allargata alle ipotesi di scambi politici o di strategie unitarie con Giuseppe Conte. Per l'ex esponente del M5S, inseguire velleità di coalizione a tutti i costi senza una reale comunione d'intenti programmatica finisce unicamente per fare il gioco della presidente del Consiglio. Una linea d'azione disomogenea e priva di un'identità netta, ha avvertito Di Battista, non fa che regalare ulteriore vantaggio a Giorgia Meloni e alla coalizione di centrodestra.

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