Dalla metropoli alla Penisola: la solidarietà non può avere confini. Se Napoli risponde al carovita con empori della Caritas e visite specialistiche a costo zero, anche il nostro territorio deve fare la sua parte per non lasciare indietro nessuno
Napoli / Vico Equense - Quando il salario non basta e l'inflazione morde, la solidarietà non può restare a guardare. A Napoli, i dati recenti parlano chiaro: le richieste di aiuto sono raddoppiate e la rete sociale sta rispondendo con una forza straordinaria. Sette empori solidali della Caritas permettono a centinaia di famiglie di fare la spesa gratuitamente tramite un sistema a punti, mentre associazioni come l’Auser e i Medici di Strada stanno aprendo ambulatori sociali nei quartieri più complessi, offrendo visite specialistiche ed esami diagnostici gratuiti a chi non può permettersi le cure. È l'evoluzione del "caffè sospeso", che diventa "cura sospesa". Davanti a questa bellissima spinta solidale, sorge spontanea una domanda: perché non farlo pure a Vico Equense? Spesso si cade nell'errore di pensare che la Penisola Sorrentina sia un'isola felice, un'oasi di benessere trainata dal turismo in cui la povertà non esiste. Ma la realtà che si respira dietro le quinte, anche nel nostro splendido comune, è ben diversa. Il carovita, l'aumento dei costi dei beni di prima necessità e le lunghe liste d'attesa della sanità pubblica colpiscono indistintamente anche le nostre famiglie, i lavoratori stagionali che affrontano i mesi invernali senza certezze e gli anziani con pensioni minime.
Vico Equense ha tutte le carte in regola per replicare, in scala locale, questi presìdi di umanità. Abbiamo una forte tradizione parrocchiale, un tessuto associazionistico attivo e una comunità da sempre generosa. Perché allora non unire le forze? Immaginiamo un Emporio Solidale cittadino, magari in rete con le attività commerciali e i supermercati della zona, per recuperare i prodotti in eccedenza o prossimi alla scadenza e distribuirli a chi ne ha reale bisogno. E perché non lanciare un appello ai tanti stimati medici specialistici del nostro territorio per creare un Ambulatorio delle "Cure Sospese", sul modello di quanto già accade a Bagnoli o a Soccavo, offrendo anche solo poche ore del proprio tempo al mese per consulenze gratuite? La salute e la dignità alimentare non possono essere un lusso per pochi. Portare questi progetti a Vico Equense significherebbe lanciare un messaggio chiaro: nessuno deve essere lasciato solo. È il momento che le istituzioni locali, il terzo settore e i cittadini si mettano attorno a un tavolo. La solidarietà di Napoli ci indica la strada; a noi il compito di accendere la stessa luce anche tra le nostre strade, a picco sul mare, dove la bellezza del paesaggio non deve nascondere le fragilità di chi ci vive.

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