Allarme Campania, in un anno 246 dottori hanno lasciato in anticipo il proprio reparto e nei servizi dell'emergenza mancano almeno 200 unità: «In tre anni il buco si allargherà»
IL FOCUS
di Ettore Mautone - Il Mattino
Sanità senza medici tra fughe e pensionamenti. I concorsi non bastano più: bisogna riuscire a trattenere i camici bianchi. È questo il nodo che Anaao Assomed, il principale sindacato della dirigenza medica porta all'attenzione della Regione con una lettera aperta indirizzata al Governatore Roberto Fico. Dietro le liste d'attesa, i pronto soccorso affollati e le difficoltà dell'assistenza territoriale c'è un servizio pubblico che continua a perdere professionisti. Una fuga che si aggiunge alle carenze strutturali: il rapporto tra medici e abitanti è il più basso d'Italia, quasi la metà dell'Emilia Romagna pur contando gli accreditati. Un vuoto che trascina con sé competenze, capacità di organizzare il lavoro e continuità delle cure oltre che il ricambio generazionale.
LA SITUAZIONE CAMPANA
In Campania, secondo l'analisi del Centro studi del sindacato, nel 2025 si contano 728 assunzioni a tempo indeterminato e 246 dimissioni volontarie. Due flussi opposti che, da soli, non consentono di ricostruire il saldo degli organici, sul quale pesano anche pensionamenti e altre uscite. Anche il confronto di lungo periodo registra una contrazione: i medici del pubblico sono passati dai 9.306 del 2015 ai 9.152 del 2024.
Una flessione apparentemente contenuta che non misura le difficoltà a coprire alcuni servizi e conservare le professionalità già presenti. «Servono stipendi adeguati, condizioni di lavoro sostenibili e prospettive di carriera», avverte il segretario regionale Anaao, Vincenzo Bencivenga. Nella lettera aperta a Fico firmata dal segretario nazionale Pierino Di Silverio, il sindacato sposta il confronto dalle assunzioni alle ragioni delle uscite: «Il vero problema non è soltanto quanti medici se ne vanno ma il perché vanno via».
IL DATO NAZIONALE
Il segnale nazionale è ancora più netto: nel 2025, per la prima volta nel decennio analizzato, le dimissioni volontarie hanno superato i pensionamenti: 3.767 contro 2.876. Le uscite volontarie sono cresciute del 150% rispetto all'anno precedente. «Non si tratta di una fisiologica mobilità professionale», osserva Di Silverio. Un esodo alimentato da turni pesanti, retribuzioni poco competitive, burocrazia, rischio di esaurimento professionale e aggressioni. La questione economica si intreccia con quella organizzativa. Anaao denuncia nelle aziende campane difficoltà nell'applicazione uniforme del contratto, ritardi nell'attribuzione degli incarichi, carichi eccessivi e scarsa valorizzazione delle competenze. «Un medico non è un numero dentro una casella di un piano aziendale». La richiesta alla Regione? Un confronto a tutto campo che parta dalle singole aziende: organici, dimissioni, turni, riposi e percorsi di carriera. Continuare a reclutare senza correggere le condizioni che spingono ad andarsene significa, per il sindacato, riempire un contenitore che continua a perdere pezzi. L'allarme diventa particolarmente concreto nell'emergenza-urgenza. Giuseppe Galano, per Aaroi-Emac, ha inviato al governatore una lettera con tredici proposte per rafforzare e integrare la rete ospedaliera e territoriale. Il documento richiama il confronto del 16 luglio scorso tra Fico e l'Intersindacale della dirigenza sanitaria, giudicato franco e costruttivo, ma chiede ora interventi strutturali. Secondo le stime Aaroi-Emac, nei prossimi tre anni la carenza di medici nell'emergenza-urgenza potrebbe raggiungere circa 4.500 unità in Italia, oltre mille delle quali in Campania. Per il solo 118, il deficit regionale avrebbe già superato quota 200. Sono valutazioni del sindacato, che segnala le conseguenze sulla disponibilità delle ambulanze medicalizzate e sulle condizioni di chi resta in servizio. Il problema attraversa l'intera catena dei soccorsi: mezzi impegnati nell'attesa di consegnare i pazienti, pronto soccorso che trattengono persone da ricoverare, reparti senza sufficiente capacità di assorbire la domanda. Per infarti, ictus e traumi, ritardi e frammentazione dei percorsi possono pesare sulla tempestività delle cure. Galano indica nel nuovo Piano sanitario regionale e nell'uscita dal Piano di rientro l'occasione di una svolta.
LE PROPOSTE
Tredici le proposte per cambiare rotta. Applicazione delle Linee di indirizzo regionale, Decongestionamento dei Pronto Soccorso, incentivazione dei professionisti dell'emergenza-urgenza, integrazione tra territorio e ospedale, Dipartimento dell'Emergenza-Urgenza Territoriale da istituire. E poi attivazione del pronto soccorso nei due Policlinici, un percorso dedicato per il paziente oncologico. La campagna regionale di informazione e sensibilizzazione, procedure concorsuali regionali per finire con le esigenze di sicurezza degli operatori sanitari, il reclutamento del personale e la promozione della salute e benessere organizzativo con un adeguamento delle remunerazioni urgente e necessario. Dentro questa agenda ci sono scelte precise: collegare centrali operative e ospedali, coinvolgere medicina generale e continuità assistenziale nell'utilizzo delle Case e degli Ospedali di comunità, accelerare i concorsi attraverso aziende capofila. E ancora: proteggere gli operatori, incentivare il lavoro nell'area critica, garantire percorsi ai pazienti oncologici e rafforzare gli organici stabili, esprimendo contrarietà al reclutamento attraverso cooperative e agenzie interinali.
I PRIVATI
Resta aperto, intanto, il fronte della sanità privata accreditata. Dopo le delibere regionali dei giorni scorsi sulla programmazione e sulle tariffe, Aiop Campania ha revocato la sospensione dei ricoveri programmati, motivando la ripresa con la necessità di tutelare i cittadini. La decisione non chiude però la vertenza: l'Associazione mantiene lo stato di crisi e una posizione fortemente critica sulle riduzioni fino al 5% delle nuove tariffe per riabilitazione e lungodegenza.

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