sabato 17 ottobre 2026

Crisi dell'agricoltura in Campania: Coldiretti porta i trattori a Napoli il 22 ottobre

Migliaia di produttori manifesteranno davanti alla sede dell'Assessorato in via Santa Lucia. Nel mirino il caro-gasolio, la concorrenza sleale e le speculazioni che stanno mettendo in ginocchio la filiera, dal latte bufalino all'olivicoltura

Napoli - I trattori sono pronti a invadere le strade del capoluogo campano. Il prossimo 22 ottobre, migliaia di agricoltori provenienti da ogni angolo della regione si ritroveranno a Napoli, in via Santa Lucia, per una mobilitazione di massa davanti alla sede dell'Assessorato all'Agricoltura della Regione Campania. La protesta, indetta da Coldiretti, punta a ottenere risposte immediate e concrete di fronte a una crisi economica che rischia di affossare definitivamente il comparto agroalimentare locale. Al centro della contestazione ci sono i rincari insostenibili dei costi di produzione – a partire dall'impennata del prezzo del gasolio agricolo – che stanno azzerando i margini di guadagno delle aziende, costringendone molte alla resa. L'obiettivo prioritario del corteo è l'istituzione formale dello stato di crisi per il settore agricolo campano. I manifestanti chiederanno un incontro urgente con l'assessora regionale Maria Carmela Serluca per presentare la richiesta di un piano straordinario di sostegno economico. Il presidente di Coldiretti Campania, Ettore Bellelli, ha spiegato che la discesa in piazza serve a sollecitare la Regione per interventi urgenti a sostegno dell'intero settore, ribadendo che gli agricoltori devono essere messi in condizione di continuare a produrre cibo sano per garantire il benessere di tutti.

 

La crisi tocca capillarmente ogni comparto della filiera campana, mostrando criticità profonde in tutti i settori. I comparti dell'ortofrutta, del vino e della zootecnia si trovano schiacciati tra l'aumento dei costi vivi, la forte concorrenza estera e ricavi sempre più ridotti per i produttori. Una situazione altrettanto drammatica colpisce l'olivicoltura, un settore penalizzato da speculazioni finanziarie e importazioni massicce che deprimono i prezzi sul mercato locale. Per arginare questo fenomeno, l'associazione chiede controlli molto più rigorosi sull'origine dell'olio, a tutela della trasparenza e della salute dei consumatori. Particolarmente tesa è anche la situazione nella filiera bufalina, dove i produttori di latte si trovano stretti in una morsa micidiale. Da un lato subiscono i rincari energetici e dei mangimi, dall'altro devono fare i conti con le disdette unilaterali da parte di alcuni caseifici, una mossa finalizzata ad abbassare artificialmente il prezzo della materia prima destinata alla produzione della Mozzarella di Bufala Campana DOP. A questo scenario si aggiungono le enormi difficoltà operative ed economiche che stanno registrando altri due comparti storici del territorio, ovvero il florovivaismo e gli operatori della pesca. La giornata del 22 ottobre si preannuncia dunque decisiva per il futuro dell'agricoltura campana. La richiesta che si leverà da via Santa Lucia è univoca: tutelare il lavoro della terra e la sovranità alimentare della regione prima che sia troppo tardi.

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