Vico Equense - Una scoperta straordinaria rischia di riscrivere una pagina della storia dell'arte della costiera sorrentina. Nel borgo collinare di Ticciano, frazione di Vico Equense, un possibile tesoro artistico del Trecento è riemerso quasi per caso all'interno della cappella di San Lorenzo, durante l'esecuzione di alcuni interventi di routine alla rete elettrica. Sotto un anonimo strato di intonaco, la rimozione delle vecchie coperture ha svelato lacerti di affreschi e sinopie (i disegni preparatori medievali) di straordinario interesse. Secondo le primissime valutazioni stilistiche, i frammenti presenterebbero caratteristiche formali e cromatiche chiaramente riconducibili alla seconda metà del XIV secolo. Se l'ipotesi fosse confermata, si tratterebbe di una delle pochissime e più preziose testimonianze pittoriche di epoca angioina sopravvissute nell'area collinare del territorio equano. Consapevole dell'eccezionalità del ritrovamento, il parroco di Ticciano, don Pasquale Vanacore – da sempre attento alla tutela del patrimonio storico e artistico locale –, si è attivato immediatamente. Il sacerdote ha inoltrato una segnalazione ufficiale alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli. Nella missiva è stato richiesto un sopralluogo urgente da parte degli ispettori e degli storici dell'arte dell'organo ministeriale. L'obiettivo a breve termine è verificare l’esatta estensione dei dipinti nascosti sotto le pareti della cappella e valutare l'avvio di una campagna di indagini e restauri più approfondita.
La cappella di San Lorenzo a Ticciano potrebbe trasformarsi da semplice luogo di culto locale a un vero e proprio cantiere di ricerca scientifica. La penisola sorrentina, pur ricca di architetture storiche, ha visto nel corso dei secoli molte delle sue decorazioni medievali coperte o distrutte dai successivi rifacimenti barocchi. Questo ritrovamento rappresenta dunque un frammento prezioso che potrebbe restituire nuova luce sulla devozione religiosa e sulle maestranze artistiche che si muovevano tra Napoli e la costiera nel tardo Medioevo. Saranno ora gli esami scientifici, i saggi di pulitura e lo studio degli esperti della Soprintendenza a stabilire con precisione la datazione, l'autore e il reale valore di quello che si preannuncia già come uno dei ritrovamenti culturali più affascinanti degli ultimi anni a Vico Equense.

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