Per l'ABBAC la partita si gioca soprattutto sulla trasparenza e sulla reale disponibilità di informazioni. Per questa ragione, l'associazione ha presentato formali richieste di accesso agli atti a tutti i Comuni della Penisola Sorrentina per fare chiarezza su una serie di elementi chiave. Tra le richieste spiccano il censimento del patrimonio immobiliare pubblico con la verifica di eventuali alloggi inutilizzati, la quantificazione degli alloggi privati lasciati sfitti e il monitoraggio del reale fabbisogno abitativo. Sotto la lente dell'associazione ci sono anche lo stato delle pratiche di condono edilizio ancora pendenti, il contrasto all'abusivismo e la rendicontazione precisa dei flussi dell'imposta di soggiorno con la loro attuale destinazione d'uso. L'extralberghiero respinge con forza la narrazione che vede negli affitti brevi l'unico capro espiatorio dello spopolamento territoriale. Secondo Ingenito, la crisi della casa è un fenomeno multifattoriale che include l'invecchiamento demografico, l'aumento generale del costo della vita e, soprattutto, una storica carenza di politiche pubbliche destinate alla rigenerazione urbana. La sfida per la Penisola Sorrentina resta dunque aperta. Il diritto all'abitare dei residenti e il diritto alla proprietà dei piccoli risparmiatori non devono essere messi in contrapposizione, poiché per risolvere l'emergenza servono risorse fresche, numeri verificabili e una reale pianificazione strategica da parte dei sindaci.
giovedì 22 ottobre 2026
Emergenza casa in Penisola Sorrentina: l'ABBAC incalza i Comuni e propone un fondo con la tassa di soggiorno
Sorrento - La crisi abitativa non può essere scaricata interamente sul turismo. È questa la ferma posizione espressa dall'ABBAC, l'Associazione Nazionale del Comparto Extralberghiero, che invita le amministrazioni locali della Penisola Sorrentina a evitare colpevolizzazioni affrettate e a puntare, invece, su dati certi e interventi strutturali. Il presidente nazionale dell'associazione, Agostino Ingenito, in seguito a un incontro istituzionale con il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, ha lanciato una proposta concreta che prevede di destinare almeno il 20% degli incassi della tassa di soggiorno a un fondo speciale per l’emergenza abitativa.
L'obiettivo dell'associazione è creare un sistema di welfare locale che non penalizzi la proprietà privata, ma che agevoli l'incontro tra domanda e offerta attraverso incentivi e tutele anziché divieti. Il fondo proposto dall'ABBAC prevede l'introduzione di garanzie assicurative e bancarie per i proprietari che scelgono la locazione residenziale a lungo termine, affiancate da contributi economici diretti per le famiglie, i lavoratori e i residenti in reale difficoltà nel pagamento del canone. A questo si aggiungerebbero specifici incentivi fiscali locali studiati per stimolare l'affitto stabile rispetto a quello breve. Ingenito, che ha già provveduto a trasmettere il piano ai referenti parlamentari, ai responsabili turismo dei partiti e all’Anci, sostiene che se esiste un’emergenza abitativa, una parte delle risorse generate dal turismo deve poter contribuire a risolverla.
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