di Gianluca Agata - Il Mattino
Napoli - La classe Swan rappresenta storicamente la massima espressione di eleganza, robustezza e prestazioni nel mondo degli yacht a vela di lusso. Yacht che combinano qualità costruttiva impeccabile con linee senza tempo. Da oggi sono a Napoli per il Mondiale organizzato dal Circolo del Remo e della vela Italia con il club Swan . Armatori come Leonardo Ferragamo e Cuordileone, Ross Warburton e Perhonen, Alberto Franchi e Giuliana, Marcus Brennecke di Hatari, Erlybird con a bordo Pigi De Felice e Federico Figlio di Granara, due figli celebri della vela napoletana, incroceranno con i loro gioielli nel campo che il prossimo anno ospiterà l'America's cup. Il Mondiale classe Swan è solo un altro dei grandi appuntamenti del Golfo in tema di vela. Stella fra le stelle Paul Cayard, il timoniere delle notti da San Diego che con il Moro di Venezia vinse la Louis Vuitton Cup. Benvenuto Cayard, o meglio Bentornato. Che cosa le ispira questa città? «Penso si possa dire che Napoli sia l'anima dell'Italia: un po' di caos, tanta classe, un pizzico di aristocrazia, molte persone amichevoli, un'ottima cucina e una città romantica affacciata sul mare, circondata da gioielli come Capri, Amalfi, Ischia e altri ancora». Ha assistito alle regate preliminari dell'America's cup? Che impressione ne ha ricavato? «Le regate hanno dimostrato quanto sia forte il team velico di Luna Rossa. Con barche identiche, sarà molto difficile batterlo. Nell'America's cup, tuttavia, le barche non sono mai uguali».
E che cosa pensa dello spettacolo che la città ha saputo offrire? «Le regate preliminari hanno dimostrato quanto Napoli sarà una sede ideale per l'America's cup. Tanti tifosi e grandi eventi organizzati in tutta la città per celebrare la vela, come poche altre città ospitanti hanno saputo fare». Che cosa pensa che accadrà a maggio? «È probabile che Luna Rossa vinca la Louis Vuitton Cup e sfidi Emirates Team New Zealand nell'America's Cup. I neozelandesi si sono sempre distinti per le loro innovazioni nella Coppa. Se le barche saranno abbastanza equilibrate, penso che Luna Rossa abbia buone possibilità: potrebbe essere la migliore occasione di sempre per l'Italia di vincere la Coppa». Sarà coinvolto nell'America's cup di Napoli? «Sì, conto di essere presente in qualche occasione durante l'America's cup il prossimo giugno». È a Napoli con Cuordileone, lo Swan 50 di Leonardo Ferragamo. Quali sono le sue aspettative per le regate? «Con Cuordileone puntiamo sempre alla vittoria. Quest'anno siamo saliti sul podio in tutte e tre le competizioni disputate finora. Sarebbe bello concludere la stagione vincendo il Campionato del mondo». Gli Swan 50 uniscono eleganza, velocità e innovazione, un po' come accadeva nell'America's cup di una volta. È d'accordo? «Sì, si può dire così. Lo Swan 50 rappresenta la vela nella sua essenza sportiva, dove il posizionamento, la strategia e la tattica fanno la differenza». Quanti amici incontrerà a Napoli durante queste regate? «Ho alcuni amici a Napoli e non vedo l'ora di rivederli questa settimana. Inoltre, il prossimo anno Napoli ospiterà il Campionato del mondo Star 2027, organizzato dal Reale Yacht Club Canottieri Savoia. Questa settimana incontrerò alcuni dirigenti del circolo e sono certo che l'evento sarà organizzato molto bene». Ci racconta una delle sue serate a Capri o a Napoli? «La mia serata più bella a Napoli è stata il 19 maggio 1989. Era il giorno del mio trentesimo compleanno e avevamo appena vinto il Campionato del mondo One Ton con Brava. L'armatore era Pasquale Landolfi, napoletano e figura iconica della vela italiana. La festa della premiazione si svolse a Castel dell'Ovo. Festeggiammo moltissimo. È una notte e un luogo che non dimenticherò mai». Le piacciono le barche volanti, quelle che navigano sui foil? «Penso che l'evoluzione della nostra disciplina verso i foil sia impressionante. Credo che questa tecnologia cambi profondamente il gioco e che, laddove i foil sono ancora in fase di sviluppo, la competizione si giochi spesso tra i team tecnici». Come è cambiata l'America's cup a cui ha partecipato rispetto a quella che vediamo oggi? «Le edizioni dell'America's cup a cui ho partecipato erano grandi competizioni veliche. La manovrabilità e la capacità dell'equipaggio di condurre la barca erano determinanti per conquistare un vantaggio alla partenza. Poi ogni manovra metteva alla prova l'intero equipaggio, composto da 16 velisti. Bisognava issare e ammainare le vele, virare e strambare, tutto mentre si cercava di posizionare la barca per sfruttare il successivo salto di vento e mettere l'avversario in difficoltà. Questa è la vela». Pensa che sarà una sfida a due tra Luna Rossa e New Zealand? «Molto probabilmente sì»

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