Vico Equense - Per anni sulla Villa Romana del Pezzolo a Seiano, nel territorio di Vico Equense, è calato il silenzio più assoluto. Nessuno se n'è mai interessato davvero: istituzioni, esperti, sigle ambientaliste, partiti e movimenti politici hanno sistematicamente voltato la testa dall'altra parte. Con la nostra pagina siamo stati gli unici a non arrenderci, documentando giorno dopo giorno i crolli, i cedimenti del costone e l'avanzata del mare, sollecitando continuamente un piano di recupero concreto. Oggi, a dare forza a una denuncia che portiamo avanti in totale solitudine, è anche la voce di Rosario Santonastasio di Archeoclub d'Italia: i resti storici dell'antica struttura romana si trovano drammaticamente esposti all’azione distruttiva delle onde, rischiando di essere cancellati definitivamente. I dati scientifici e cartografici raccolti sul litorale documentano una dinamica complessa: il confronto tra l'arretramento della linea di costa nel periodo compreso tra il 2006 e il 2020 evidenzia un parziale rallentamento del fenomeno erosivo in quest'ultima fase, ma non l'arresto del pericolo. Le mareggiate e i fenomeni legati al cambiamento climatico continuano a ridisegnare il litorale, minacciando la stabilità delle strutture archeologiche sopravvissute. Per comprendere questo ecosistema in mutamento, gli studi analizzano il profilo della spiaggia e la dinamica dei fondali. La presenza di ripple simmetrici (noti anche come wave ripples o ripple da onda) coesistenti con i flussi cross-shore racconta molto sul movimento dei sedimenti. Questi movimenti ondulatori, che avvengono perpendicolarmente alla linea di costa, mantengono una simmetria quasi perfetta tra il flusso verso terra (swash) e il reflusso verso il largo (backwash). Di conseguenza, il sedimento viene spostato equamente nei due sensi, influenzando direttamente l'avanzamento o il ritiro della battigia. Questo fragile equilibrio tra geologia, idrodinamica e archeologia rappresenta un severo monito.
Come evidenziato da Santonastasio e come la nostra pagina ribadisce da anni, la tutela del patrimonio archeologico costiero non può più basarsi sull'indifferenza generale. Richiede una strategia di monitoraggio costante e progetti di ingegneria naturalistica tempestivi. Proteggere la costa dall'erosione significa salvaguardare l'identità e le radici della nostra storia, prima che le onde cancellino ciò che la politica ha finto di non vedere. Vedi meno Potrebbe essere un'immagine raffigurante nuotare, mappa e testo. Nessuna descrizione della foto disponibile.
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