venerdì 30 ottobre 2026

Si spaccia per Carabiniere e rapina un'anziana: condannato a 5 anni di carcere

Penisola sorrentina - Cinque anni di reclusione per rapina: è questa la condanna inflitta dal Tribunale di Torre Annunziata a un trentottenne di Qualiano, autore di un ignobile raggiro ai danni di una donna di 89 anni residente nella penisola sorrentina. I giudici hanno emesso la sentenza a conclusione di un processo che ha visto l'anziana costituirsi parte civile, assistita e difesa con successo dagli avvocati Giovanbattista Pane e Guido Di Nola. La drammatica vicenda risale allo scorso maggio e si è consumata tra telefonate ingannevoli, minacce e il finto camuffamento istituzionale. Il malvivente aveva infatti orchestrato una messinscena studiata nei minimi dettagli per conquistare la fiducia della vittima, prima di far scattare la trappola. Tutto ha inizio con una telefonata. Il trentottenne contatta l'ottantanovenne spacciandosi per un militare in servizio presso la caserma dell'Arma di Sorrento e, per azzerare ogni diffidenza, si dichiara addirittura un caro amico del figlio della donna. Rassicurata da queste false premesse, l'anziana lo accoglie poco dopo nella propria abitazione, dove l'uomo mette in atto la seconda fase del piano criminale. Il finto carabiniere racconta alla donna una storia del tutto inventata: a Castellammare di Stabia era stato commesso un furto utilizzando un'auto con la stessa targa della sua vettura. Non solo: aggiunge che il figlio della signora si trova già in caserma per fornire chiarimenti e preannuncia un'imminente perquisizione domiciliare volta a recuperare la refurtiva, composta da soldi e gioielli.

 

Di fronte alle comprensibili esitazioni dell'anziana, l'uomo non mostra alcuna pietà e passa alle minacce dirette: qualora non avesse collaborato, avrebbe messo a soqquadro l'intera abitazione distruggendo ogni cosa. Intorpidita dalla paura, la vittima assiste impotente al raid del malfattore che, come ricostruito dalla Procura di Torre Annunziata, si appropria di tutto ciò che trova a portata di mano: denaro in contanti e oggetti preziosi per un peso complessivo di ben due chili. Solo dopo la fuga del malvivente emerge l'amara verità: nessun furto era mai avvenuto a Castellammare e il figlio dell'anziana non era mai stato convocato dalle forze dell'ordine. Sporta l'immediata denuncia ai carabinieri – quelli veri –, sono scattate indagini lampo affidate ai militari della compagnia di Sorrento. Sotto la guida del comandante Tommaso Canino, gli investigatori hanno svolto accertamenti meticolosi che hanno permesso di risalire all'identikit del trentottenne di Qualiano, portando al suo fermo e, infine, alla pesante condanna a cinque anni di carcere con l'accusa di rapina. Il processo si è concluso con la piena soddisfazione della parte offesa, rappresentata in aula dagli avvocati Giovanbattista Pane e Guido Di Nola. Sul territorio, nel frattempo, proseguono senza sosta le indagini dei carabinieri per individuare e assicurare alla giustizia i complici del trentottenne, rimasti a oggi ignoti.

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