Sei ore di drammatica attesa nel principale presidio sanitario stabiese riaccendono la protesta della “Tenda della Pace e della Dignità” a difesa del diritto alla salute
Vico Equense - Un sabato pomeriggio qualunque, dalle 13:00 alle 19:00, vissuto all'interno del Pronto Soccorso dell’Ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. Questa volta, per l'attivista Salvatore Buonocore (foto), non si è trattato di un monitoraggio esterno, ma dell'impatto diretto con la realtà della sanità d'urgenza a causa di un improvviso malore che ha colpito la figlia Roberta, una ragazza che convive da tempo con una patologia estremamente complessa. Quando la fragilità incrocia la prima linea dell'emergenza, le carenze strutturali emergono in tutta la loro brutalità: la struttura, così com'è organizzata, non appare in grado di fare fronte alla mole e alla complessità dei casi che vi giungono senza sosta. Il ritmo degli arrivi registrato durante quelle sei ore è parso insostenibile: ambulanze ogni cinque minuti con pazienti in condizioni più o meno critiche. Tra i codici rossi inevitabili, la vera congestione si è creata attorno ai tantissimi codici gialli, una pressione umana che l'area dedicata del Pronto Soccorso faticava materialmente a smaltire e valutare nei tempi previsti. Le carenze strutturali e di organico emerse durante il turno sono lo specchio di una sofferenza sistemica radicata. Personale ridotto al minimo: un solo Operatore Socio Sanitario (OSS) addetto all'intero trasporto dei pazienti all'interno dei locali dell'ospedale. Strumentazioni bloccate: alcune apparecchiature diagnostiche fondamentali sono risultate fuori uso, costringendo il personale ad attendere l'utilizzo degli unici macchinari ancora funzionanti, prolungando così i tempi di attesa.
Blocco dei ricoveri: un giovane in condizioni di salute visibilmente serie è rimasto bloccato in barella al Pronto Soccorso per ore, senza la possibilità di essere trasferito e ricoverato nei reparti di competenza. Nelle parole di Buonocore, il valore, il sacrificio e la professionalità del turno di medici, infermieri e paramedici che si sono prodigati in quelle ore non sono minimamente in discussione. Ciò che viene contestato è che l'intera tenuta della sanità pubblica debba poggiare esclusivamente sull'eroismo dei singoli professionisti, costretti a operare in un contesto organizzativo privo di adeguate risorse. Questa dolorosa esperienza familiare conferisce un valore ancora più profondo e una forza rinnovata a un'iniziativa che Buonocore porta avanti sul territorio: la "Tenda della Pace e della Dignità". Come già denunciato nei precedenti interventi a difesa della sanità pubblica – in particolare contro la spoliazione dei presidi sanitari locali e la chiusura del Pronto Soccorso del presidio "De Luca e Rossano" di Vico Equense, che ha finito per sovraccaricare proprio Castellammare – questo avamposto di protesta e testimonianza continuerà la sua attività. La Tenda rimarrà sul territorio per essere quella necessaria "pietra d'inciampo" per la sanità campana e per la politica locale. L'obiettivo resta quello di impedire che i tagli di bilancio e la disorganizzazione amministrativa riducano il diritto costituzionale alla cura a una lotteria della sopravvivenza, riaffermando che la dignità dei malati e delle loro famiglie non può essere oggetto di negoziazione.

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