lunedì 11 maggio 2026

Intervista a Ciro Bonajuto «Sindaci lasciati soli così perde la politica»

Ciro Bonajuto
di Dario De Martino - Il Mattino

Napoli - «La Procura e la Prefettura faranno ciò che devono nei loro ambiti di competenza. Io posso entrare nel merito politico della vicenda. E pur non parlando delle due situazioni specifiche, la valutazione di carattere generale è che il rischio serio, per un sindaco, è quello di sentirsi isolato. E così sarà sempre più difficile trovare personalità della società civile disposte a candidarsi come sindaci». Parola di Ciro Buonajuto, consigliere regionale di Casa riformista. E già per due mandati sindaco di Ercolano e già vicepresidente nazionale dell'Anci (associazione nazionale Comuni italiani). Che idea si è fatto delle vicende di Torre Annunziata e Castellammare. In entrambe i casi il Partito democratico ha chiesto «un passo indietro» ai sindaci che ha candidato e sostenuto. «Non voglio entrare nelle dinamiche interne al Partito democratico. Ciò che posso dire è che dobbiamo evitare a tutti i costi è che i sindaci si sentano isolati e abbandonati. E chiariamo. Il problema non riguarda le fasce tricolori. L'isolamento non è un atto di ingenerosità nei confronti del primo cittadino, ma delle comunità. Perché sarà sempre più difficile, in questo clima, trovare disponibilità di persone della cosiddetta "società civile" a candidarsi». Il caso è stato riaperto dopo le parole del procuratore di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso che ha parlato di una città «con troppe ombre e poche luci, contiguità con la criminalità organizzata e senza uno scatto in avanti dall'amministrazione». Che cosa ha pensato dopo queste parole? «Conosco il procuratore Fragliasso e ne ho grande stima. Non ho compreso in profondità i termini del suo intervento. E proprio per la stima che ho per lui, evidentemente, c'è qualcosa che non so. Ma mi faccia fare una premessa su questo punto. Bisogna separare i due piani. Se ci sono responsabilità giudiziarie, a vario titolo, di amministratori pubblici, ne risponderanno personalmente. Altra cosa sono le valutazioni politiche allo stato dell'arte».

 

A proposito di valutazioni politiche, lei è stato sindaco per dieci anni. Quali difficoltà si incontrano nell'indossare la fascia tricolore? «Bisogna tenere in conto tre piani contemporaneamente: il consenso, perché l'elezione del sindaco è diretta. Il controllo e l'efficacia dell'azione amministrativa, che è poi il fulcro del lavoro del primo cittadino. E la gestione degli equilibri in consiglio comunale. Senza questi tre elementi non si è un buon sindaco». In queste ore ha sentito Corrado Cuccurullo e Luigi Vicinanza? «Sì, ho avuto modo di parlare con tutti e due. E ho percepito grande amarezza». Che peso ha questa vicenda nell'ambito del campo largo? «Stiamo al presente. Cuccurullo è ancora nei termini per revocare le dimissioni e Vicinanza è ancora sindaco. Certamente le prese di posizione del partito di maggioranza relativa, il Pd, sono importanti. Ma il nodo vero, come detto prima, riguarda il futuro. Ribadisco: con queste prospettive, quali personalità della società civile si candideranno a sindaco? ». In queste ore si è riaperto il dibattito sulle liste civiche. Sono davvero tutte così necessarie? I partiti non garantiscono maggior controllo? «Ha ragione, in questo senso credo nei partiti. Perché c'è un'attenzione maggiore. Le liste civiche sono una bella esperienza nei piccoli Comuni quando nascono davvero dal basso. Ma quando si tratta di liste ispirate da politici e amministratori di grande esperienza che provano a darsi una nuova veste con le civiche, perdono di senso. È un problema che va affrontato». 

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