giovedì 21 maggio 2026

L’esclusione certificata: il mancato invito come bollino sociale

Vico Equense - Non trovare il proprio nome nella lista all'ingresso di un evento gastronomico non è una svista. È la certificazione ufficiale di non fare parte dell'élite. In un’epoca in cui il cibo indica lo status, il mancato invito agisce come un bollino di serie B. Il messaggio è brutale: non hai le conoscenze giuste, non sposti l'ago della bilancia commerciale e non porti ritorno d'immagine. Sei parte della massa invisibile. La beffa peggiore risiede nel profilo degli ospiti. Il più delle volte vengono invitate persone che di cibo, vino e cultura gastronomica non sanno assolutamente nulla. Si privilegiano figure selezionate solo per convenienza o visibilità digitale, capaci solo di ripetere slogan. Il vero appassionato viene escluso per fare spazio a un pubblico di facciata, incompetente ma utile al marketing. Il verdetto finale è evidente: a questi eventi si invita esclusivamente chi si ritiene importante. Non conta la reale conoscenza del settore, la passione o l'autentico interesse, ma solo il peso sociale o digitale che la persona può esibire. La selezione non premia il merito o la competenza, ma la convenienza di associarsi a nomi considerati influenti. Blindando le porte in base a questa finta scala di valori, l'evento si svuota di contenuti: smette di essere un momento di cultura gastronomica e si riduce a un semplice palcoscenico per l'auto-celebrazione di pochi eletti.

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