Vico Equense - Tra le 22 straordinarie dimore campane che domenica 24 maggio 2026 apriranno gratuitamente le proprie porte in occasione della 16esima Giornata Nazionale delle Dimore Storiche, gli occhi dei visitatori della Penisola Sorrentina saranno tutti puntati su un gioiello nascosto: la suggestiva Astapiana Villa Giusso ad Arola. L'evento annuale, promosso dall'Associazione Dimore Storiche Italiane (ADSI), quest'anno segue il fil rouge "Custodi di futuro. Un patrimonio vivo per un valore condiviso". Si tratta di un concetto che sembra calzare a pennello proprio per la storica residenza equense, capace di trasformarsi nei secoli senza mai perdere la propria anima profonda, offrendo un perfetto esempio di bene culturale privato che continua a generare valore sociale ed economico per il territorio. Arroccata a circa 400 metri sul livello del mare sulle verdi colline alle spalle di Vico Equense, Astapiana nasce nel 1607 come eremo dei monaci camaldolesi. Per due secoli i frati scelsero questa sommità isolata per vivere in totale solitudine e preghiera, circondati da una vista divina che spazia dal Golfo di Napoli fino a quello di Salerno. La storia del monastero si interruppe bruscamente nel 1799, quando venne saccheggiato dai rivoluzionari della Repubblica Napoletana. Pochi anni dopo, nel 1815, le sue mura silenziose ospitarono persino Gioacchino Murat, il re francese che vi trovò rifugio per alcuni giorni subito dopo la storica sconfitta nella battaglia di Tolentino. Fu nel 1822 che la struttura passò definitivamente nelle mani della famiglia Giusso, acquistata dal re Ferdinando I di Borbone. I Giusso la convertirono prima in un imponente centro di produzione di bachi da seta — arrivando a piantare ben 50.000 alberi di gelso — e successivamente nella storica residenza estiva di villeggiatura che è rimasta intatta. I fortunati visitatori che varcheranno la soglia di Astapiana durante la Giornata Nazionale si troveranno immersi in un'atmosfera sospesa tra fine Ottocento e inizio Novecento. Il tour guidato gratuito svelerà gli angoli più autentici del complesso.
L'antica cucina del monastero, l'ambiente rimasto più fedele all'epoca seicentesca, impreziosito da splendide maioliche del Settecento. Il piano nobiliare e le antiche celle dei frati, tra cui spicca la raffinata camera denominata "Suite Murat". Il museo della villeggiatura, un'esposizione al piano superiore che raccoglie bauli d'epoca, vecchi giochi per bambini e oggetti quotidiani d'altri tempi appartenuti alla famiglia. Il Parco bioenergetico, il primo della Campania, circondato da un immenso giardino con pozzo cinquecentesco e un suggestivo colonnato. In un'epoca dominata dall'iperconnessione, Astapiana conserva un ultimo e preziosissimo segreto: la quasi totale assenza di segnale cellulare. Un dettaglio che, unito all'assenza di modernità invasive, rende la visita un'autentica esperienza di disconnessione e pace con se stessi, esattamente come cercavano i monaci quattrocento anni fa. La giornata del 24 maggio rappresenta dunque un'occasione imperdibile per scoprire come la cura e la tutela privata della famiglia Giusso abbiano consegnato al futuro un patrimonio vivo, intatto e finalmente pronto a essere condiviso con il pubblico. Queste le altre strutture e i luoghi aperti al pubblico in Campania: nell'Avellinese Tenute Casoli nel Palazzo Iorio di Candida e Palazzo Ducale Pignatelli della Leonessa a San Martino Valle Caudina; nel Beneventano Villa Laura a Moiano e Palazzo Jelardi e museo della pubblicità a San Marco dei Cavoti; nel Casertano Tenuta San Domenico a Capua, Tenuta San Bartolomeo nei giardini del Volturno a Caiazzo, Palazzo Lanza a Caserta, Palazzo di Transo a Sessa Aurunca, Giardino di Palazzo Cocozza di Montanara a Caserta e Antica Dimora Santa Maria del Pozzo a Casola; nel Napoletano Villa Preziosa all'interno della tenuta Il Pizzo a Sant'Agnello, Palazzo Convento dei Cappuccini a Napoli; Palazzo Capece a Caivano; Odeon Neapolis a Napoli, Accadia Relais di Palazzo Dentice d'Accadia a Napoli; nel Salernitano Palazzo Ricci a Salerno, Palazzo Magnoni a Rutino, Palazzo Fimiani a Lanzara; Palazzo Albirosa a Polla; Già al Mulino a Pontecagnano Faiano; Giardino segreto dell'anima a Tramonti e Borgo Riccio a Torchiara).

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