Il presidio "Tenda della Pace e della Dignità" davanti all'ospedale di Vico Equense è attivo per tutto il mese di maggio 2026, con presenze organizzate ogni martedì, giovedì e sabato dalle 9:30 alle 12:00.
Vico Equense - Davanti all’ingresso dell’ospedale "De Luca e Rossano", tra l'andirivieni di pazienti e personale, da qualche giorno è apparsa una tenda. Non è il rifugio di un senzatetto, ma la "tenda della dignità" piantata da Salvatore Buonocore. Un gesto di protesta civile, forte e simbolico, per accendere i riflettori sul progressivo depotenziamento del presidio sanitario locale. La battaglia di Buonocore è chiara: difendere il Pronto Soccorso e l'integrità di una struttura che serve un territorio vasto e geograficamente complesso, che si estende dalle frazioni montane fino al mare. "Siamo nel 2026 e dobbiamo ancora lottare sotto una tenda, come in guerra, per vedere riconosciuto il diritto alla salute" spiega Buonocore. La critica è rivolta a una politica sanitaria che sembra guardare esclusivamente ai bilanci economici, dimenticando il valore sociale e umano della cura. Citando Papa Francesco, Buonocore invoca un’economia che "salva e non esclude", contrapponendola a quella che definisce una "gestione ragionieristica" della sanità pubblica. Il paradosso del "De Luca e Rossano" è evidente nelle parole del manifestante: l'ospedale si presenta in ottime condizioni strutturali, con arredi rinnovati e locali puliti, ma appare svuotato dei servizi essenziali. "È un gioiello che rischia di restare una scatola vuota", denunciano i sostenitori della protesta, temendo che la struttura possa essere definitivamente declassata o chiusa.
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