Vico Equense - Rischia di trasformarsi in un caso di fredda burocrazia e diritti di proprietà una delle testimonianze di fede più visibili del centro cittadino. Al centro della contesa c'è la piccola teca che custodisce la statua della Madonna di Medjugorje in Corso Filangieri, un simbolo di devozione quotidiana per residenti e passanti. La storia dell'edicola votiva risale al 2011, anno in cui il cittadino Giuseppe Celentano – volto noto a Vico Equense anche per il suo storico impegno legato ai pellegrinaggi e alle tradizioni religiose locali – decise di installare la statua. Un posizionamento avvenuto alla luce del sole e nel pieno rispetto delle regole, a seguito di una regolare richiesta e autorizzazione presentata al Comune di Vico Equense. A questo proposito, lo stesso Giuseppe Celentano ci tiene a fare chiarezza e a mandare un messaggio preciso alla cittadinanza: "La Madonnina non è assolutamente abusiva", sottolineando la totale trasparenza e legalità dell'installazione fin dal primo giorno. Che si trattasse di un'area comunale, del resto, lo si evinceva chiaramente anche dalla presenza delle ringhiere e delle panchine installate a suo tempo proprio dal Comune. Da allora, per oltre quindici anni, Celentano si è occupato personalmente, e a proprie spese, della pulizia del vetro, della cura delle piante e dell'allestimento dei fiori freschi che adornano la struttura. Negli ultimi tempi, tuttavia, l'equilibrio si è rotto. A seguito di alcuni regolari passaggi di proprietà dei terreni confinanti e delle aree su cui insiste lo spazio adiacente all'edicola, è subentrato un nuovo proprietario. Quest'ultimo, esercitando i propri diritti legali sulle particelle private, ha manifestato la ferma volontà di interrompere la gestione della manutenzione da parte del fondatore originario. A Giuseppe Celentano è stato di fatto intimato di non occuparsi più della cura e della pulizia di quell'area. La notizia ha iniziato a sollevare i primi malumori tra i fedeli della zona, abituati a vedere l'edicola sempre impeccabile e fiorita. Se da un lato il nuovo acquirente si muove nei confini della legittimità legata alla proprietà privata dei suoli, dall'altro la cittadinanza si interroga sulla legittimità morale di interrompere un servizio di cura volontario verso un simbolo sacro che appartiene, nello spirito, a tutta la comunità. Vedi meno

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