martedì 19 maggio 2026

Vico Equense, l'opposizione fa fronte comune: chiesta la revoca della delibera del Project Financing su Marina di Aequa e Tordigliano

“Non esiste alcuna ostilità ideologica verso l'uso della finanza di progetto o verso gli investimenti dei privati che portano sviluppo alla città” 

Vico Equense - Si accende lo scontro politico a Vico Equense. Con una mossa congiunta che ha infiammato il Consiglio Comunale di oggi pomeriggio, i consiglieri di minoranza hanno presentato una formale richiesta di revoca per la delibera sul Project Financing, da 14 milioni di euro, destinato alle aree di Marina di Aequa e Tordigliano. Il documento porta la firma dei consiglieri Francesca Esposito, Maurizio Cinque, Luigi Vanacore, Luigi Cioffi e Raffaele Giannico, uniti nel chiedere un netto passo indietro all'amministrazione comunale. Nonostante la dura presa di posizione della minoranza, la richiesta di revoca è stata però bocciata dalla maggioranza consiliare, difendendo la bontà della scelta amministrativa. Al centro della contesa c'è il via libera concesso dalla giunta guidata dal sindaco Giuseppe Aiello a un piano di finanza di progetto che, secondo i firmatari, rischierebbe di ipotecare il futuro dello storico litorale vicano. La minoranza contesta l'opportunità stessa dell'operazione, sollevando una serie di pesanti criticità che toccano aspetti normativi, ambientali, economici e di gestione del territorio. Tra i nodi più delicati spicca la tempistica dell'approvazione, che coincide con il complesso iter di rinnovo delle concessioni demaniali marittime.

 

Una coincidenza che l'opposizione non esita a definire sospetta, paventando il rischio che l'intera manovra sia stata concepita per aggirare i rigidi vincoli della Direttiva europea Bolkestein. A questo si aggiunge una contestazione sulla natura stessa degli interventi: se il partenariato pubblico-privato dovrebbe per legge mirare a opere di utilità collettiva, in questo caso la gran parte dei lavori sembrerebbe orientata a consolidare e ampliare attività economiche private già esistenti sul territorio. Le preoccupazioni dei consiglieri si estendono poi al piano paesaggistico e ambientale. Le soluzioni progettuali proposte rischiano infatti di compromettere l’identità visiva di Marina di Seiano, riducendo la visibilità del mare e alterando profondamente lo storico rapporto tra il borgo marinaro e la costa. Non mancano inoltre forti perplessità sul piano idrogeologico, in particolare per gli interventi previsti alla foce del rivo d’Arco, e dubbi sulla stessa conformità normativa dell'atto. L'opposizione ricorda infatti come tentativi analoghi compiuti in altre località italiane siano già stati censurati in passato dalla Corte di Giustizia Europea, dalla Corte dei Conti, dall'Antitrust e dal TAR Lazio. A gravare sulla legittimità politica dell'operazione sarebbe infine la totale mancanza di programmazione a monte. Il progetto è stato infatti approvato prima dell'adozione del Piano di Utilizzo delle Aree del Demanio Marittimo (PAD), lo strumento che dovrebbe definire la visione strategica dell'ente per le proprie coste. I consiglieri paragonano l'azione della giunta a quella di chi tenta di costruire un palazzo senza avere prima un disegno complessivo. La minoranza ci tiene comunque a precisare che non esiste alcuna ostilità ideologica verso l'uso della finanza di progetto o verso gli investimenti dei privati che portano sviluppo alla città. La dura contestazione è rivolta esclusivamente al modus operandi dell’Amministrazione Aiello, accusata di muoversi senza trasparenza, senza una reale strategia per il futuro e senza valutare la corretta gestione delle risorse pubbliche. Lo scontro in aula si è concluso con il voto della maggioranza a sostegno della delibera, ma la battaglia politica promette di non fermarsi qui.

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