domenica 10 maggio 2026

Intervista Giorgio Zinno, consigliere regionale «Il Pd sbaglia a scaricare i sindaci così allontana le persone perbene»

di Adolfo Pappalardo - Il Mattino

«Ho il massimo rispetto per il mio partito...». Ma? «Non possiamo prima candidare i sindaci e poi abbandonarli a loro stessi senza che si abbia conoscenza di notizie di reato. Ma come lo spieghiamo ai cittadini la prossima volta che si torna alle urne? », si domanda Giorgio Zinno, ex primo cittadino dem di San Giorgio a Cremano ed oggi consigliere regionale rispetto al suo partito che ha letteralmente scaricato i sindaci, eletti appena due anni fa, di Castellammare di Stabia e Torre Annunziata. Li ha sentiti? «Certo. Gigi Vicinanza e Corrado Cuccurullo oltre che miei colleghi sino a qualche mese fa sono due persone stimabili e ritenevo porgergli la mia solidarietà. E così hanno fatto molti altri». Che idea si è fatta di questa vicenda? «Senza entrare nel merito delle relazioni delle commissioni d'accesso che una volta conosciute daranno gli strumenti per poter comprendere quali misure mettere in campo, credo che un partito come il Pd non possa non interrogarsi sugli errori commessi. Perché certe scelte rischiano di disorientare i cittadini e le tante persone perbene che si impegnano in politica». Ovvero? «A Castellammare e a Torre Annunziata sono state portate avanti iniziative importanti come l'utilizzo dei beni confiscati o il rafforzamento dei servizi ai cittadini più fragili che hanno dimostrato l'impegno dei sindaci e delle amministrazioni nel migliorare la vivibilità e nel fare della legalità una precondizione, non un semplice orpello».

 

Eppure l'altro giorno il procuratore Fragliasso è stato durissimo nel suo intervento a margine della demolizione di palazzo Fienga. «Io ho grande rispetto per lui: è stato vicino al nostro territorio per anni e presente a tante nostre attività. Però, è ovvio, che quelle parole, così dure e dette in quel momento, hanno messo il sindaco nelle condizioni di rassegnare le dimissioni. L'avrei fatto anch'io anche se so di essere una persona perbene. Sarebbe stato complicato non lasciare». Il centrosinistra, in caso di scioglimento, come si presenterà di nuovo agli elettori? «Il cittadino, ci osserva, guarda. Abbiamo scelto due civici, due anni fa, per dare una prospettiva di innovazione. E ora li abbandoniamo al loro destino? Ma laddove ci sia uno scioglimento come la creiamo una classe dirigente se nel frattempo l'abbiamo distrutta? Guardi che è difficile ripartire in territori dove si lavora contro la criminalità organizzata». E i due comuni vengono da lunghe storie di commissariamento. «Appunto. Vediamo cosa diranno le relazioni ma io credo nell'onestà dei due sindaci. Guardi, molto spesso, i sindaci vengono mandati a casa con lo scioglimento ma spesso le cause sono da cercare in alcuni impiegati contigui ai clan. Che però rimangono dove sono, senza nemmeno, cambiare scrivania. Per questo credo che la legislazione in materia sia da aggiornare». Torniamo al Pd: già qualche mese fa si chiede di staccare la spina alle due maggioranze. «Bisognava, nell'immediato, discutere del problema. Non si è fatto, preferendo, a distanza di mesi, dare il benservito». Con chi ce l'ha? Anche lei è un dirigente del Pd. «Sono iscritto da trent'anni e rispetto i ruoli ed il partito ma non si può pensare che per mesi non si fa azione politica. Mentre da qualche giorno vedo esponenti del Pd che preferiscono fare dichiarazioni roboanti contro i sindaci: ci vuole più rispetto anche da parte loro. Non si può parlare sempre di capibastone o cacicchi che sono termini usati a convenienza. Un partito serio invece dovrebbe adottare misure rigide per arginare l'illegalità prima, durante e dopo le elezioni ma dovrebbe anche sentire il dovere di chiedere scusa a persone perbene come Cuccurullo e Vicinanza e a tutti quegli amministratori, associazioni e mondo civico che hanno creduto nel riscatto delle proprie città e che sono stati lasciati soli». 

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