venerdì 12 giugno 2026

IL CASO / La denuncia dell'ex medico del presidio costiero Francesco Comentale

Il paradosso della sanità campana: Boscotrecase riapre il Pronto Soccorso, Vico Equense resta a guardare. Mentre nell'area vesuviana si tagliano i nastri, la Penisola Sorrentina viene dimenticata. La denuncia: «La struttura è già pronta e arredata, manca solo la volontà politica di firmare i decreti per il personale»

Vico Equense - Mentre le bacheche social delle istituzioni si riempiono di foto ufficiali, strette di mano e sorrisi per la riapertura del Pronto Soccorso di Boscotrecase – un traguardo indubbiamente vitale e legittimo per quel territorio – la Penisola Sorrentina si ritrova, ancora una volta, a fare i conti con l’ombra dell'abbandono. A Vico Equense l'attesa continua. Un'attesa estenuante, ingiusta e, soprattutto, priva di qualsiasi giustificazione tecnica. A sollevare il caso è Francesco Comentale, già medico dell’Ospedale di Vico Equense, che accende i riflettori su quello che definisce a tutti gli effetti un "paradosso sanitario". Il dato che genera maggiore indignazione tra i residenti e gli operatori sanitari riguarda lo stato dell'arte del presidio vicano. Non si sta parlando di un progetto futuribile, di fondi da stanziare o di lunghe e farraginose procedure di collaudo per una nuova costruzione. La struttura di Vico Equense esiste già ed è lì, immobile, con locali perfettamente arredati e pronti a ricevere i pazienti, macchinari di ultima generazione già installati e collaudati, e un potenziale operativo immediato capace di salvare vite fin da subito.

 

Chiudere quelle porte è stato un atto d'imperio; lasciarle chiuse oggi è una scelta politica precisa, attacca Comentale. Secondo l'ex medico del presidio, la cronica carenza di medici e infermieri viene troppo spesso utilizzata come uno scudo burocratico dietro cui trincerarsi per giustificare l'immobilismo. La carenza di personale è un'emergenza nazionale, ma per Comentale esistono gli strumenti istituzionali, come bandi speciali e incentivi mirati, per attrarre professionisti. Ciò che è mancato in questi anni è stata la determinazione politica nel far valere le ragioni della Penisola Sorrentina ai tavoli regionali e aziendali. Si tratta di una miopia strategica grave, se si considera la complessa conformazione geografica del territorio e l'enorme flusso turistico che raddoppia le presenze per molti mesi dell'anno. La costiera non può continuare a dipendere da un unico, pericoloso imbuto assistenziale.Il diritto alla salute e all'emergenza non può andare a due velocità, conclude il medico. Un infarto, un trauma stradale o un'emergenza pediatrica non aspettano i tempi della burocrazia né le promesse dei programmi elettorali. La palla passa ora alla dirigenza dell'ASL Napoli 3 Sud e ai rappresentanti politici regionali e locali. La domanda che la cittadinanza pone è tanto semplice quanto urgente: se a Boscotrecase si è potuto riaprire, perché a Vico Equense no? Le mura ci sono, la tecnologia anche, mancano solo le firme sui decreti. La Penisola Sorrentina non chiede altre passerelle, chiede indietro il suo Pronto Soccorso.

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