In un'intervista sul Corriere del Mezzogiorno a firma di Gimmo Cuomo, il nuovo vertice dell'Area Marina Protetta fa il punto sulle sfide della stagione tra fondi perduti, allargamento del perimetro e nodi legati alla sorveglianza
Massa Lubrense - È ufficialmente iniziata la prima stagione operativa di Pierluigi Capone (foto) alla guida dell'Area Marina Protetta (Amp) di Punta Campanella. In un approfondito colloquio con il giornalista Gimmo Cuomo per il Corriere del Mezzogiorno, l'avvocato ed esperto di diritto ambientale, insediatosi ad aprile dopo la nomina di marzo, traccia un primo bilancio e delinea le strategie per il futuro della riserva, tra criticità strutturali e ambiziosi piani di riorganizzazione. L'insediamento non è stato privo di sorprese negative. «Mi ha sorpreso che non ci fosse nemmeno una meda per segnalare le zone a tutela integrale», ha dichiarato Capone a Cuomo, evidenziando le storiche carenze di personale e risorse che da sempre frenano il sistema di tutela. Il focus immediato è sulla gestione degli ormeggi. Proprio in questo fine settimana entra in funzione il campo boe sotto la Mortella. I piani iniziali sono stati tuttavia ridimensionati a causa di una pesante perdita finanziaria: un mancato finanziamento da 2 milioni di euro destinato all'Istituto per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) ha bloccato l'incremento previsto nella Baia di Ieranto, dove le boe resteranno solo 4 invece delle 10 pianificate. Altre 4 o 5 boe saranno attivate a Isca/Crapolla.
Nonostante l'autorizzazione a installare fino a 160 ormeggi in tutto il Parco, al momento ne restano operativi non più di quaranta per motivi di sicurezza e usura delle vecchie linee. Sul fronte pagamenti, nessuna stangata in vista: le tariffe non aumenteranno, ma si valuteranno differenziazioni per i non residenti e i professionisti, introducendo un sistema di pagamento rapido tramite app e carta di credito. Entro luglio sono inoltre previste le 4 boe di segnalazione al Vervece, mentre si punta a ripristinare quelle della Vetara entro la fine dell'estate.I confini della riserva sono destinati a cambiare. È infatti allo studio una revisione del perimetro dell'Amp. Sebbene i confini iniziali e finali rimarranno invariati, i tratti di mare saranno allargati per inglobare aree di pregio biologico come il banco di Santa Croce e nuove porzioni al largo della Costiera. Un'espansione sostenuta anche economicamente dai 6 Comuni del consorzio (Massa Lubrense capofila, Piano di Sorrento, Positano, Sant'Agnello, Sorrento e Vico Equense), che quest'anno hanno quasi raddoppiato i loro contributi al bilancio. Parole nette arrivano sulle colonne del quotidiano riguardo alla paventata istituzione di una nuova Area Marina Protetta sull'isola azzurra. «Dal punto di vista ambientale è un errore istituire due Amp nella medesima zona speciale di conservazione», ammonisce il direttore. Il rischio concreto è che la nascita del parco di Capri aumenti a dismisura la pressione antropica e nautica sulle coste della penisola già controllate da Punta Campanella.Con le risorse pubbliche al lumicino e il rischio di un addio europeo al programma di monitoraggio Life, Capone guarda con decisione ai privati e al territorio. Annunciata a Gimmo Cuomo una imminente collaborazione per la sostenibilità con la proprietà dell'isolotto d'Isca (storicamente appartenuto a Eduardo De Filippo). Infine, il nodo sicurezza: per arginare il caos dei charter e garantire il rispetto delle regole, Capone invoca una strategia di sorveglianza comune nel Golfo insieme ai parchi storici di Ischia, Gaiola e Baia. La priorità infrastrutturale per il futuro prossimo resta chiara: «Per noi sarebbe necessaria almeno un'unità fissa di controllo a Marina della Lobra».

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