giovedì 18 giugno 2026

Vico Equense celebra il centenario di Armando De Stefano: nasce il nuovo Museo permanente

L'inaugurazione ufficiale si terrà venerdì 19 giugno alle ore 18:30. Presentato alla stampa il progetto scientifico che trasforma il Palazzo Storico Comunale in una casa-museo

Vico Equense - Prende ufficialmente il via il percorso che restituisce a Vico Equense e alla Campania la memoria storica di uno dei più grandi maestri del Novecento italiano. Presso il Palazzo Storico Comunale, è stato svelato in anteprima il nuovo Museo Armando De Stefano, un polo culturale permanente nato per onorare il centenario della nascita del celebre pittore napoletano (1926-2021). Il progetto scientifico e l'allestimento espositivo sono stati curati in sinergia tra l'Amministrazione Comunale, la famiglia dell'artista e l'Accademia di Belle Arti di Napoli, istituzione di cui De Stefano è stato storico docente e pilastro formativo per intere generazioni di creativi. A fare gli onori di casa è stato il sindaco di Vico Equense, Giuseppe Aiello, che ha espresso profonda soddisfazione per un progetto fortemente voluto e costruito con impegno e passione, capace di consegnare alla comunità uno spazio destinato a custodire e raccontare l'arte di uno dei più grandi maestri del Novecento napoletano, sottolineandone l'importanza strategica per l'arricchimento del tessuto sociale e turistico locale. Per Armando De Stefano, infatti, Vico Equense non era un semplice luogo di villeggiatura, ma una vera e propria estensione della sua anima artistica. In questa terra affacciata sul golfo l’artista ha vissuto, ha trovato profonda ispirazione e ha scelto, nel corso degli anni, di donare alcune delle sue opere più dense di significato.

 

Scomparso nel 2021, De Stefano ha attraversato il secondo Novecento rifiutando le scorciatoie delle mode passeggere. Fin dagli anni Cinquanta, prima con il gruppo del "Realismo" e poi con una personalissima pittura di forte impatto espressionista, ha messo al centro delle sue tele la Storia e i suoi vinti. Dai cicli dedicati alla Rivoluzione Napoletana del 1799 fino alle riflessioni sui grandi miti e sulle contraddizioni della società contemporanea, la sua figurazione potente e tormentata ha saputo unire un'altissima perizia tecnica a un profondo rigore intellettuale. Il percorso espositivo si dipana in tre sale e raccoglie circa trenta dipinti e disegni, assieme a oggetti e arredi provenienti dalla dimora napoletana dell'artista, restituendo non soltanto un nucleo significativo della sua produzione pittorica, ma anche l'atmosfera intima e quotidiana della sua casa-studio. Cavalletti, tavoli da lavoro, libri, antichità, teste in gesso, manichini, elmi e cappelli ricompongono un universo visivo e affettivo in cui arte e vita appaiono profondamente intrecciate. L'allestimento assume così la forma di un museo-casa, capace di evocare gli spazi in cui De Stefano era solito disegnare, dipingere, leggere e osservare. Le sale del museo restituiscono questa complessità attraverso un percorso che non segue un rigido ordinamento cronologico, ma privilegia nessi, atmosfere e nuclei poetici. Accanto alle opere degli anni Cinquanta e Sessanta, nelle quali la figura si confronta con la materia pittorica e con una visione sempre più inquieta e interiore, trovano spazio lavori più tardi, segnati dal rapporto tra storia e allegoria, memoria personale e destino collettivo, mito e attualità. Il museo documenta anche altri momenti fondamentali della ricerca dell'artista: dal ciclo sulla Rivoluzione napoletana del 1799 al ciclo Dafne, fino al ciclo Porta di Stabia, realizzato a partire dal 2014 e dedicato alla memoria dell'archeologo Amedeo Maiuri. Una sezione significativa è inoltre dedicata alle suggestioni borgesiane, elaborate da De Stefano a partire dal 2012. Archiviata la preview per i media, l’attesa è tutta per l’inaugurazione ufficiale. Il taglio del nastro del Museo Armando De Stefano avverrà venerdì 19 giugno alle ore 18:30. La cittadinanza e gli appassionati d’arte potranno finalmente varcare la soglia di uno spazio che promette di diventare un punto di riferimento culturale non solo per la Penisola Sorrentina, ma per l'intero panorama museale nazionale.


Armando De Stefano (Napoli 1926-2021) 

Dopo aver studiato al Liceo artistico, si forma all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove insegna Pittura dal 1950 al 1992. Nel 1947 partecipa al Gruppo Sud e negli anni Cinquanta aderisce alla stagione neorealista, orientando in seguito la propria ricerca verso una pittura sempre più materica, drammatica e visionaria. Dalla fine degli anni Sessanta elabora grandi cicli tematici, tra cui Marat, Masaniello, Odette e il Jolly, Rivoluzione napoletana del 1799, Eden degli esclusi, Dafne, nei quali storia, mito e impegno civile si intrecciano a una intensa ricerca formale. Presente in importanti rassegne nazionali e internazionali, tra cui la Quadriennale di Roma (1951, 1955, 1960, 1986) e tutte le edizioni della Biennale di Venezia dal 1950 al 1956, e poi, nuovamente, nel 1961 (Padiglione italiano). Tra le più recenti personali: al PAN | Palazzo delle Arti Napoli (2009, 2017); Museo Madre (2011); museo ARCOS di Benevento (2014). Nel 2022, a un anno dalla sua scomparsa, il museo Madre gli dedica una mostra sulla recente produzione grafica. Sue opere sono in numerose collezioni pubbliche a Napoli, Vico Equense, Piano di Sorrento, Chieti, Vasto, Milano, Firenze, Mosca, Durazzo, New York, Chicago.

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