Vico Equense - Salvaguardare la linea di costa dall'assalto visivo delle strutture balneari e garantire a tutti, residenti e visitatori, il diritto di guardare l’orizzonte e il tramonto. È questo il cuore della proposta presentata dal movimento politico "Vico Equa", che ha depositato formalmente le proprie osservazioni al Piano Attuativo di Utilizzazione del Demanio Marittimo (PAD), adottato di recente dalla Giunta Comunale di Vico Equense. Al centro del dibattito c'è la necessità di normare in modo rigido e quantificabile la crescita delle concessioni demaniali, evitando che le spiagge della penisola si trasformino in un muro continuo di cabine, spogliatoi e bar. L'osservazione più significativa presentata dal movimento riguarda l'introduzione di limiti geometrici stringenti per tutelare la cosiddetta "permeabilità visiva". La proposta prevede un criterio matematico chiaro, fissando un tetto massimo al trenta per cento per i manufatti chiusi o protetti, come cabine, bar e servizi igienici, che non potranno occupare complessivamente più di un terzo dello sviluppo lineare parallelo al mare di ciascuna concessione. In alternativa, le strutture potranno essere posizionate perpendicolarmente alla linea di costa, ma alla condizione che venga garantito un passaggio libero sulla battigia largo almeno due metri e privo di qualsiasi barriera visiva continua. Per i rappresentanti di Vico Equa, il mare e il suo orizzonte sono un patrimonio paesaggistico collettivo. L'obiettivo della proposta non è bloccare lo sviluppo economico, ma regolarlo in modo che non privi la comunità di uno dei tratti più identitari del territorio. La documentazione è stata trasmessa ufficialmente agli uffici del Comune nei termini previsti dall'Avviso Pubblico. Il movimento ha inoltre aperto il confronto con la cittadinanza, invitando chiunque fosse interessato a prendere visione delle osservazioni e a condividere idee per il futuro della costa.

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